Il Romanista – Saremo Allegri anche senza di lui

Allegri-milanNell’attesa, la Roma ha aperto altri fronti. La società non può permettersi di tenere in piedi una sola candidatura, quella di Allegri – tra oggi e domani è previsto l’attesissimo vertice tra allenatore, Galliani e Berlusconi – bisogna inevitabilmente battere più piste. Niente soluzioni di ripiego, il prossimo tecnico sarà un nome di primo piano, che vanti un buon curriculum e tanto carisma. Potrebbe essere cambiata solo l’idea originaria di puntare su un italiano. Laurent Blanc, sempre che non sia vero l’interessamento degli sceicchi del Psg (se Ancelotti partirà, destinazione Real), metterebbe d’accordo tutti: non è italiano, ma conosce bene la nostra Serie A, dove ha militato. E dunque non ha problemi nemmeno con la lingua. Premessa. Il nome del tecnico potrebbe uscire da una rosa che la Roma aveva già sfogliato. Per questo non si tratterà di seconde scelte. Certo, è innegabile che la società avesse puntato forte su Mazzarri e Allegri. Poi il primo è finito all’Inter, mentre il secondo sarebbe dovuto finire alla Roma. Sarebbe. È probabile però che a Trigoria non abbiano perso del tutto le speranze. Anche perché a Tiblisi per l’addio al calcio di Kaladze l’ad rossonero Galliani è sembrato voler ricucire lo strappo con Berlusconi: «Io non sono per la gavetta a tutti i costi. Ci può stare che qualcuno bruci le tappe, l’ultimo caso è quello di Montella. Non esiste un’equazione esatta fra calciatore e allenatore, sono due attività completamente diverse». Come a dire, Clarence Seedorf potrebbe anche guidare il Milan. Tradotto, se il patron ha deciso così, io che ho sempre difeso Allegri mi devo arrendere». Ari-tradotto, in questo scenario il tecnico sarebbe libero. C’è però chi non dà peso a queste frasi e continua a sostenere la tesi che Allegri abbia “usato” l’offerta della Roma per rinnovare con il Milan. Non solo. Va registrata anche un’indiscrezione di Sport Mediaset, quindi di casa Berlusconi: Seedorf avrebbe firmato un precontratto col Milan. Che può anche essere stracciato, ovvio. Ma che è sicuramente un indizio.

A Trigoria non stanno certo a guardare. Baldini, Baldissoni, Fenucci e Sabatini. È il quadrumvirato che direttamente, oppure col tramite del CEO Zanzi, dialoga con Pallotta. Il messaggio: la proprietà è presente, specie in un momento così difficile. Spetta però ai dirigenti italiani trovare una soluzione, qualora la trattativa con Allegri dovesse fallire. La candidatura più forte, al momento, pare quella di Blanc, vecchia conoscenza del nostro pallone, prima al Napoli e poi all’Inter da calciatore. Da tecnico ha vinto col Bordeaux una Ligue 1, una Coppa di Lega e due Supercoppe di Francia. È stato per un paio d’anni sulla panchina della nazionale francese, ma con scarso successo. Tecnico eclettico, non è innamorato di un solo modulo, ha un solo dogma, la difesa a quattro. Spesso si affida a un trequartista. Uno a caso, Totti. Dicono che si porterebbe dietro Candela, e questo, in un periodo in cui c’è tanto bisogno di bandiere, simboli, segnali, non può che far piacere al mondo romanista. Secondo “Le Parisien”, però, su Blanc ci sarebbe il Psg. Di alternative a Blanc ce ne sono. «L’identikit è sempre quello», commentano a Trigoria. Quindi, italiano o italiano d’adozione, nel senso che conosce bene la Serie A. Questo porta a ridurre sensibilmente la cerchia dei candidati: spiccano Donadoni e Rijkaard. Sono stimati però anche il tecnico del Lille, Rudi Garcia e quello dell’Atlethic Bilbao, Marcelo Bielsa. Che però italiani non sono. Nemmeno d’adozione.

Il Romanista – D. Galli

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