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Il ricordo di Massimo nella vittoria della Conference League

Il ricordo di Massimo nella vittoria della Conference League

Pagine Romaniste (M.Stagliano) –  Impressionante. Non la vittoria strameritata della Roma nella prima edizione della Conference League; non i 50.000 che hanno riempito l’Olimpico per assistere ad una partita che si disputava a quasi mille chilometri di distanza in linea d’aria; non l’esplosione di gioia che ha fatto impazzire Roma, quella giusta, quella che non rosica, quella che non parla di salmonari, di coppette, di allenatori bolliti, di stagione fallimentare. Quelli là, a Roma, non contano niente.

Impressionante è il fatto che, al triplice fischio finale, un unico pensiero, un unico ricordo, un unico nome ha unito un gruppo di amici, più o meno attempati:  MASSIMO.

Già dovrei confessare di essere rimasto colpito che, negli ultimi quindici giorni, in due diversi esercizi commerciali, mi è stata chiesta la conferma che fossi quello che interveniva alla Signora in Giallorosso di Massimo Ruggeri. Le domande mi hanno confermato come il successo di quella splendida trasmissione fosse dovuto solo alla sua classe, alla sua ironia, al suo modo di presentarsi in maniera discreta e mai invadente.

Ieri  ne ho avuto la conferma. Tutti hanno pensato che stasera avremmo, rectius avrebbe, raggiunto livelli di ascolto storici assoluti, non solo limitatamente alle televisioni locali.

Riesco solo ad immaginare Giulia, Fiammetta, la sua AnnaGiulia, Margherita, Alice, introdurre gli ospiti vogliosi di comunicare la loro gioia.

Giuseppe più poetico del solito in uno dei suoi accostamenti tra gli eroi omerici e quelli in maglia giallorossa; Piero sempre al limite della querela, pronto al rimprovero nei confronti dei cialtroni; Alessandro ancora in lacrime (scusami Ale se rivelo un segreto, ma tanto abbiamo pianto tutti ieri sera).

E poi il Capo, con il suo sorriso che accendeva lo studio, molto più riempitivo delle nostre spesso inutili parole.

Si sarebbe limitato a dirci che oggi è il 26 maggio e che non si deve mai disperare, perché la storia sa essere madre e, come ci ha sempre ripetuto, non era affatto scontato che l’altro 26 maggio, con quella coppa aggiudicata dopo 5 partite -pensa che importanza quel trofeo-, fosse stato un disastro.

Ci avrebbe ricordato, anche, che i detrattori del meraviglio successo internazionale della Maggica avrebbero dovuto imparare a memoria una delle fiabe più famose di Fedro, magari citando anche un verso reso famoso da Virgilio nel suo viaggio agli inferi con il sommo poeta.

Sarebbe stata una trasmissione memorabile.

Invece, la starai facendo con Gianfranchino tuo, con Gabriele, forse col Filosofo e col Poeta.

Alla faccia nostra, cui manchi sempre in maniera impressionante.

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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