Parlano la stessa lingua, ma sulle questioni tattiche non si intendono molto. Tra Luis Enrique e Gabi Heinze c’è qualcosa da chiarire e ci vorrà del tempo considerato il caratterino niente male di entrambi. Cos’è successo? Dopo Roma-Milan, partita in cui è subentrato al 71’ a Juan e ha partecipato al crollo collettivo della difesa, l’argentino ha detto qualche parola di troppo sulle scelte dell’allenatore. Luis Enrique non ha assistito allo sfogo ma è stato informato e ha tenuto in panchina il difensore a Novara, a vantaggio di un centrale “adattato” come Cassetti.
Heinze ha incassato in silenzio e i compagni hanno provato consolarlo abbracciandolo dopo i gol segnati dalla Roma. Lo ha fatto Bojan e lo ha imitato Osvaldo, a conferma di quanto il roccioso argentino sia diventato un punto di riferimento per lo spogliatoio. “Gabriel – ha raccontato ieri Bojanè straordinario. Aiuta i giovani come me e José Angel che siamo andati lontani da casa per la prima volta”. Heinze grazie alla sua grande esperienza ha conquistato parecchi consensi e non solo tra i giovani. È diventato la “chioccia” di Lamela e degli spagnoli e ha stretto un bel legame con Totti e De Rossi. Il rapporto con Luis Enrique, invece, sembra meno solido. Lui, come Burdisso, considera troppo rischioso l’atteggiamento in campo della Roma in alcune situazioni di gioco. Mancano gli equilibri e i centrali sono costretti spesso agli uno contro uno.
Non mi è mai capitato di giocare così” ha ammesso senza giri di parole Burdisso dopo la vittoria di Novara. Qualche giorno prima a Trigoria ne aveva parlato direttamente con Luis Enrique nel corso dell’acceso confronto che c’è stato con tutta la squadra nello spogliatoio. La “colpa” di Heinze, forse, è stata quella di pensare le stesse cose ma non dirle in faccia all’allenatore. Il difensore ci era già rimasto male a inizio stagione per la doppia esclusione nelle gare con lo Slovan. Una questione di orgoglio e… contrattuale: l’accordo annuale firmato con la Roma prevede il rinnovo automatico per un’altra stagione se Heinze riuscirà a mettere insieme 25 presenze in partite ufficiali. Il traguardo è lontano e l’uscita dall’Europa League non lo aiuta: finora ne ha giocate sette in campionato, di cui cinque da titolare. La strada di Heinze resta in salita. Burdisso è davanti nelle gerarchie e, aspettando Juan, Luis Enrique è intenzionato a rilanciare Kjaer dopo la sosta.
Il danese sta smaltendo un infortunio muscolare ed è stato risparmiato per l’amichevole di oggi contro la Svezia. Stamattina è previsto un nuovo contatto con i medici della nazionale e Kjaer potrebbe partire nel pomeriggio per prendere parte martedì prossimo al test con la Finlandia, a patto che non rischi ricadute. Giocare l’amichevole con la Danimarca sarebbe propedeutico al rientro con il Lecce in campionato. La Roma continua a credere fortemente in lui. Kjaer ha dalla sua la carta d’identità (22 anni contro i 33 di Heinze) ma dovrà convincere la società a investire altri sette milioni di euro per riscattarlo dal Wolfsburg. Dopo averne spesi tre per il prestito, non farlo sarebbe un suicidio economico.
Il Tempo – Alessandro Austini