CORRIERE DELLO SPORT (Jacopo Aliprandi) – Roma a due facce, ma adesso è il tempo della svolta vera. Sulla sinistra. Perché finora i giallorossi sono stati un rullo compressore con chi stava sotto, ma con chi conta per la zona Champions hanno ancora il motore a giri troppo bassi. Numeri da grande, 30 punti su 36, contro le formazioni della parte destra della classifica. Solo Torino e Cagliari hanno avuto il merito di mettere un bastone tra le ruote alla corazzata romanista tra l’undicesimo e il ventesimo posto.
Ma il calcio, soprattutto quello che porta in alto, chiede un salto ulteriore. Chiede personalità. E qui arrivano le ombre. Perché quando l’avversario sale di livello, la Roma si rimpicciolisce nei numeri. Contro le squadre della parte sinistra della classifica il bottino dice appena 13 punti. Quattro vittorie – Bologna, Lazio, Como e Udinese all’andata – un pareggio contro il Milan e ben cinque sconfitte. Quindi non c’è più tempo per i rimandi: serve la sterzata.
Si parte ancora dall’Udinese, oggi decima, porta d’ingresso di quel mondo “di sinistra” che finora ha respinto la Roma più volte del dovuto. C’è però un alleato per i capitolini: la trasferta. Lontano da casa la Roma cambia pelle, diventa spietata. Terza per vittorie esterne, ben sette: davanti solo l’Inter capolista e il Napoli, che ha già mosso la classifica battendo la Fiorentina. La corsa è stretta e restare tra le prime quattro non è un dettaglio. Adesso servono firme pesanti, contro avversari pesanti. Solo così la Roma smette di essere “grande a metà” e diventa davvero grande.



