
Imperdonabile. Per la peggior sconfitta in Italia dal 1950 non bastano le scuse della società, arrivate tramite la voce di Di Francesco e Monchi, la contestazione dei tifosi, giustamente infuriati, era inevitabile e non si è fatta attendere. Finita la partita a Firenze, col tabellone luminoso a sottolineare il doloroso 7-1, i 2.500 del settore ospiti hanno fatto partire i cori «andate a lavorare» e «tifiamo solo la maglia», De Rossi ha guidato sotto lo spicchio giallorosso del Franchi una piccola rappresentanza della squadra, in cui figurava anche quel Kolarov che alla partenza da Termini aveva reagito male al sostenitore che gli aveva suggerito di svegliarsi. La «sveglia» però l’ha presa la Roma e dopo l’umiliazione anche le teste più dure si abbassano. «Non snobbatela, noi ci teniamo», era stato il messaggio recapitato via striscione all’Olimpico nella sfida d’esordio nella competizione con la Virtus Entella, ma 90 minuti dopo è il dramma. Mentre i tifosi al triplice fischio si davano appuntamento a Trigoria, organizzando una protesta in piena regola, i giocatori aspettavano nella pancia del Franchi la decisione sulle modalità di rientro nella capitale, proprio per evitare di finire nel vivo dell’inevitabile contestazione. Un rientro agitato che stavolta è stato scongiurato grazie ad un escamotage, ma il confronto sarà inevitabile nelle prossime ore. Mentre scriviamo la Roma è in viaggio verso la capitale in pullman, in base all’orario di arrivo si sarebbe deciso di far dormire o meno la squadra nel centro sportivo, in ogni caso questa mattina alle 11 dovranno essere tutti a Trigoria per la ripresa degli allenamenti in vista del Milan in un clima che si prospetta pesante. Lo riporta Il Tempo.
