Corriere dello Sport (G.D’Ubaldo) – Eusebio Di Francesco aspetta. Mentre a Trigoria ieri è comparso uno striscione in favore di Spalletti, con tanto di invito a restare, la Roma si prepara per il nuovo corso. Di Francesco resta sempre il grande favorito, anche se la società non si pronuncia ancora, lo farà dopo la partita contro il Genoa, quando avrà la sicurezza del secondo posto. Ieri l’amministratore delegato Umberto Gandini, a Trigoria per la conferenza stampa di apertura della campagna abbonamenti, si è limitato a dire: «Quando abbiamo presentato Monchi, ha voluto rimarcare che sul nostro cancello non c’è il cartello vendesi. Vorrei rassicurare i nostri tifosi che avremo una rosa con ventidue, venticinque giocatori, avremo un allenatore e giocheremo in undici anche l’anno prossimo». Manca poco per svelare la verità. E tutto verrà risolto entro questo fine settimana. Sabato Di Francesco incontra il Sassuolo (probabilmente l’amministratore delegato Carnevali e non il presidente Squinzi) per parlare del suo futuro. Dovrebbe andare all’incontro con un impegno preso con la Roma. Questo potrebbe concretizzarsi entro domani. Ieri è stata una giornata interlocutoria, Monchi è stato in giornata a Milano ed è rientrato a Trigoria solo nel tardo pomeriggio. Ma la strada sembra ormai segnata. Intanto Spalletti prepara le valigie. «Mi dispiacerà non cenare tutte le sere con la mia famiglia», ha sussurrato ad amici. Corsi, il presidente dell’Empoli che lo conosce profondamente, ha detto: «Ha fatto bene l’Inter a puntare su Luciano». Intanto Berardi ha detto a Di Francesco: «Mister, portami con te». Il primo acquisto della Roma sarà Pellegrini, pupillo del tecnico abruzzese.

L’ATTESA – La Roma preferisce aspettare. La conquista del secondo posto è di fondamentale importanza. Dopo la partita contro il Genoa sarà tutto più chiaro. Dopo un anno e mezzo Luciano Spalletti sembra orientato sempre più a interrompere per la seconda volta il rapporto con la Roma e al suo posto dovrebbe arrivare quello che è stato un suo allievo: nella stagione 2005- 2006, quando Di Francesco da team manager studiava i metodi di lavoro di Spalletti. Eusebio ha spento i cellulari, preferisce non rispondere al telefono per non parlare della sua nuova sfida. Ma si sa che questa squadra gli piace e attaccanti esterni con le caratteristiche di Salah ed El Shaarawy si adattano benissimo al suo calcio. La scelta di accelerare su Di Francesco è stata di Monchi, responsabile in totale autonomia della direzione sportiva: l’ultima parola spetta a lui, anche se alcune consultazioni le ha fatte anche Franco Baldini.

PERCHE’ SÌ – A Monchi piace il calcio offensivo dell’attuale allenatore del Sassuolo. Con il suo 4-3-3 cerca sempre la giocata in verticale per attaccare la porta. Un gioco propositivo, che non aspetta le mosse degli avversari. In secondo luogo è apprezzata la capacità di Di Francesco di valorizzare i giovani. E infine, elemento non trascurabile, è considerata una qualità determinante la conoscenza del calcio italiano. Di Francesco si è imposto in provincia dopo aver fatto la gavetta.