Il Tornatora

La Repubblica – De Rossi, il rinnovo a un passo “Novità entro due settimane”

di Redazione

L’eco della sconfitta con il Genoa non ha risparmiato Trigoria. Qualche volto teso, nonostante i complimenti di Luis Enrique alla sua «migliore Roma dell’anno». Guarda avanti il tecnico, ma non solo lui: più che alla nuova assenza di Pjanic, ancora fermo per un’elongazione, a Trigoria si pensa
al futuro. Dal quale, a breve, potrebbe arrivare un regalo importante: il rinnovo di De Rossi. Perché dopo un’estate di tormenti, l’accordo è finalmente a un passo. Decisivo un incontro tre giorni fa tra Berti, l’agente del regista, e Franco Baldini per arrivare a tanto così dall’intesa sul rinnovo che dovrebbe legare il centrocampista
alla Roma per altri 5 anni. «Novità entro un paio di settimane», il sorriso ottimista che tradisce Baldini. Che conferma: «Ci sono stati un paio di appuntamenti è stata confermata la voglia di arrivare a un accordo, c’è molta positività».
Positiva, almeno dal punto di vista del d. g., anche la prova della squadra, sconfitta a Genova. «Non possiamo giocare come vogliamo per 85 minuti e gli ultimi 5 all’italiana. Abbiamo perso incidentalmente, l’obiettivo è perseguire sempre il gioco per arrivare al risultato». Il risultato che dovrebbe preoccupare di più è però quello di bilancio: l’assemblea dei soci ha nominato ieri il nuovo cda del club con DiBenedetto al vertice e approvato il bilancio al 30 giugno con una perdita di 30,6 milioni. Numeri dietro cui non si nasconde l’a. d. Fenucci: «La situazione verrà replicata anche a fine stagione, per il pareggio di bilancio ci vorrebbe la sfera di cristallo. La Roma parte da una situazione di gap sportivo e economico sanabile solo con uno stadio di proprietà». Guarda a oriente invece Fiorentino, vice dg di Unciredit: «A noi e agli americani piacerebbe avere soci cinesi, per avere copertura su altri mercati». Anche lui nel cda che oggi deciderà come dividere il tetto massimo di compensi di 1 milione e 280 mila, «in linea con la precedente gestione». In realtà, persino inferiore.
La Repubblica – Matteo Pinci