Il Tornatora

Baldissoni alla Raggi: “Lo stadio si farà”. E la società sta continuando ad incontrare le più importanti aziende di costruzioni

di Redazione

Per noi non è un’aspettativa ma è un diritto veder realizzato lo Stadio nei tempi più rapidi possibili visto che la Conferenza dei servizi l’ha ormai approvato da 15 mesi. Dal punto di vista giuridico non c’è alcun motivo per un rallentamento del processo“. Con queste parole Mauro Baldissoni, vicepresidente della Roma, commentava l’iter dello Stadio dopo l’arresto del grillino Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea capitolina. Come riferisce Il Tempo, la Roma prosegue negli incontri con le più importanti aziende italiane nel settore delle grandi costruzioni – De Eccher di Udine, Salini Impregilo e altre – per trovare il partner cui affidare il ruolo di General contractor in vista del’avvio dei lavori. Proseguono anche i colloqui informali tra Palazzo Senatorio e il quartier generale giallorosso – chiacchiere anche con i vertici nazionali con il Movimento – che portano tutti alla stessa conclusione: proseguire con i lavori. Ci sono ancora alcune settimane in cui i dettagli degli accordi tecnici – le modalità di realizzazione delle opere di pubblico interesse che saranno inserite all’interno della Convenzione urbanistica da votare in Consiglio comunale insieme alla variante – dovranno essere limitati e messi a punto, anche se l’accordo con il Campidoglio è, in massima parte, raggiunto. Perché lo stadio, in questa seconda inchiesta, c’entra ancora meno della prima, che portò all’arresto di Luca Parnasi. In caso dovessero mantenersi problemi e rimostranze da parte dei pentastellati, la Società possa prendere in considerazione anche una qualche iniziativa più forte verso il Campidoglio.