Balbo: “Allenerò negli USA. Il Mondiale del ’94 fu la mia più grande delusione. Il primo anno di Garcia fu una novità assoluto, vediamo Gervinho. Lo scorso anno la pecca è stata non avere un piano B al gioco, ora c’è Dzeko”

Balbo

Balbo interviene a ReteSport parlando della sua Argentina e della Roma.

Andrò ad allenare a Las Vegas, negli USA 50 milioni di persone giocano a calcio e nel futuro potrei collaborare con la Roma. USA ’94 fu la più grande delusione della mia carriera, avevamo una squadra fortissima ma poi ci fu il problema di Maradona. In quel Mondiale giocai a centrocampo, l’attacco era già fortissimo così. In Italia il livello è sceso perché non si punta sul settore giovanile. La Nazionale deve essere rappresentata da giocatori che provengono da quel paese, non sono d’accordo con gli oriundi. Come allenatore devo imparare da tutti anche se ho la mia filosofia: difendere come un italiana e attaccare come una argentina/brasiliana. Il rapporto con Zeman è stato buono poi c’è stato quell’episodio ma è stato chiarito, ora ci sentiamo. Con Carlos Bianchi non ho mai avuto un rapporto, è stato l’unico cacciato via nell’era Sensi”.

Balbo parla dell’attuale Roma.

Il primo anno di Garcia fu una novità assoluta, l’abbiamo visto con Gervinho che sembrava il nipote di Cristiano Ronaldo. Lo scorso anno le avversarie hanno capito il loro gioco e la pecca è stata non avere un piano B, ora con Dzeko le cose possono cambiare. Per Totti è arrivato un momento molto delicato, deve stare attento alla sua condizione fisica e mentale, sarà fondamentale nello spogliatoio qualora non giocasse. Su Iturbe sono un po’ deluso ma ci credo ancora, il salto non è stato facile. Dzeko mi piace tantissimo”.

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