In una serata amara per l’eliminazione dalla Coppa Italia, la Roma può comunque aggrapparsi a un segnale incoraggiante arrivato dal futuro. Tra le difficoltà della squadra e una sconfitta che ha lasciato strascichi, è emersa una storia che ha acceso l’interesse e la curiosità dell’ambiente giallorosso.

A parlare è stato Giuseppe Pesce, l’agente di Antonio Arena, intervenuto ai microfoni di Sport Mediaset dopo l’esordio da sogno del giovane attaccante. Il classe 2009, lanciato da Gian Piero Gasperini nel finale contro il Torino, ha trovato il gol dopo pochi secondi dal suo ingresso in campo, firmando il momentaneo 2-2 e diventando una delle rarissime note liete della serata.

Siamo felicissimi e orgogliosi, ma anche consapevoli che si tratta del primo step. C’è tanto lavoro da fare. Antonio è un ragazzo e un professionista incredibile. Ha una spiccata intelligenza emotiva, umile, lavoratore. Ricorda il nostro Kayode per applicazione e mentalità. Ha proprio la testa per diventare un calciatore di alto livello”, ha spiegato l’agente, sottolineando maturità, intelligenza emotiva e mentalità del ragazzo. L’agente ha poi continuato: “La speranza è che nessuno lo carichi di pressione. Lui deve stare tranquillo e fare quello che meglio sa fare. Forse è fin troppo maturo per l’età che ha. Deve combinare questa maturità alla spensieratezza dei 16 anni. La sua scoperta è frutto di intuizione, ma soprattutto di lavoro e di un modello di business che da anni ci dà soddisfazioni. Da Kayode ad altri giocatori. C’è un team che lavora sodo, tra scouting e dati, che devono essere combinati al campo, che è essenziale. Poi la gestione operativa e strategica. I ragazzi hanno talento e l’obiettivo è valorizzarlo. I talenti in Italia ci sono ma manca un elemento che sembra banale, ovvero il coraggio”.