Aia, il futuro presidente? Da Rizzoli a Rocchi, partono i “rumors”

La Gazzetta dello Sport (M. Della Vite) – E adesso? Una volta accartocciata l’ipotesi di commissariamento del mondo arbitrale, l’attenzione è già veicolata verso il futuro presidente dell’Aia che però, ovviamente, dovrà essere eletto con una votazione che andrà in scena entro 3 mesi.

Il toto-nomi, in via ufficiosa e magari confidenziale, è già partito. Il bivio, sostanzialmente, verte su due figure: o un ex arbitro così alto da essere inattaccabile (alla Collina, per dire, ma è praticamente impossibile che lascia ora la Fifa) o una personalità autorevole più o meno lontana dal mondo arbitrale.

Oltre agli ex fischietti c’è anche il ruolo – non marginale – del Comitato Nazionale che al proprio interno ha oltre al vicepresidente Baglioni (che sarà reggente in questo periodo pre-elezioni), Stefano Archinà, Nicola Cavaccini, Katia Senesi, Luca Marconi, Carlo Pacifici, Antonio Zappi e Alberto Zaroli.

Nei giorni scorsi, per esempio e fra gli ex arbitri di livello eccelso, era stato avanzato il nome di Nicola Rizzoli, attualmente responsabile del settore arbitrale ucraino (per quanto possibile) ma contemporaneamente Head of refereeing per la Concacaf, la confederazione che riunisce il calcio di Nordamerica, centroamerica e Caraibi. C’è però un pensiero in proiezione che potrebbe difficilmente collimare con l’idea di diventare presidente dell’Aia: i prossimi mondiali si svolgeranno da… quelle parti, ovvero Canada, Messico e Stati Uniti.

Poi è uscito il nome, e la figura, di Roberto Rosetti, attualmente presidente della commissione arbitri della Uefa, ex responsabile del progetto-Var in Italia (2016) e poi appunto responsabile dei fischietti in ambito continentale dopo che la carica era stata lasciata da Collina.

Altro nome che è circolato, quello di Gianluca Rocchi: in questo momento, al secondo anno da designatore, non potrebbe nemmeno occupare due cariche. Per occupare un ruolo politico, Rocchi dovrebbe abbandonare la carica di designatore in base alla disposizione secondo cui compiti tecnici e politici non possono coesistere dopo il caso di Calciopoli. Insomma, prevedere ora chi potrà essere il futuro capo degli arbitri di casa nostra è esercizio durissimo e sconfinato, ma di certo dal Consiglio Federale di oggi si cominceranno a tracciare le linee del tragitto futuro.

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