LA REPUBBLICA (Niccolò Maurelli) – Il nuovo anno di Soulé deve ancora cominciare. Non certo dal punto di vista del minutaggio – da gennaio Matias le ha giocate tutte, anche se non sempre da titolare – quanto da quello del rendimento. Nel 2026, infatti, solo un gol per l’argentino che all’inizio del campionato s’era preso la copertina, con tre reti e due assist in un mese. Poi qualcosa è cambiato. Matias Soulé aveva cominciato la stagione con una convinzione: il ruolo di ala destra era il suo. Premesse chiare, rendimento certo.
Ma l’ex Juventus non aveva messo in conto la concorrenza del connazionale più esperto Paulo Dybala. Nelle gerarchie di Gasperini, il numero 21 veniva dopo il 18, almeno in principio. Tanto che Dybala giocava fuori ruolo per evitare proprio l’incrocio con Soulé. Nel corso della stagione, però, il tecnico ha rivitalizzato Paulo, consegnandogli non solo le chiavi del reparto, ma lo stesso ruolo di Matias. “A Dybala non voglio rinunciare, nella Roma nessuno ha la sua qualità”.
Un messaggio chiaro, per i suoi concorrenti e per la società, che ancora non si è fatta sentire per trattare il rinnovo. Per discuterne, la Roma si aspetta il dimezzamento dell’ingaggio da 8 milioni. Tra l’altro, Paulo ha un’infiammazione al ginocchio e domani contro il Cagliari probabilmente non ci sarà. Soulé ha quindi l’opportunità di ritrovarsi nel posto giusto: il suo. E vuole tenerselo stretto, perché – quando tornerà Dybala – c’è il rischio di perdere la maglia da titolare.



