Witsel il colpo, Badelj l’idea. Roma a caccia

Witsel

Il Corriere Dello Sport (R.Maida) – Medhi Benatia è stato a Roma, a due passi dall’Olimpico. Sia domenica, quando l’hanno fotografato all’interno della discoteca del Foro Italico, sia ieri, quando ha assistito agli incontri del torneo di tennis e poi ha incrociato gli ex compagni della Roma, impegnati nell’esibizione benefica del tardo pomeriggio. Tra loro anche Pjanic, suo grande amico, che potrebbe tornare suo compagno di squadra. Al Bayern, se Pjanic lo raggiungerà in Baviera, o anche alla Roma, nella remota ipotesi che Sabatini accetti la sua candidatura per un ritorno, due anni dopo la tormentata separazione.

LA LISTA – Ma Benatia è un profilo giusto: risponde alle caratteristiche dei giocatori che ha chiesto Spalletti per provare a ridurre il gap dalla Juventus. Sul piano puramente numerico la Roma ha fatto dei passi avanti, scendendo dal -17 degli ultimi due campionati al -11 attuale, ma ha anche perso una posizione in classifica. Deve perciò rinforzarsi con elementi di qualità e anche di personalità, che conoscano il significato e la gestione della parola “vittoria”. Nuovi De Rossi, nuovi Maicon, nuovi De Sanctis. E uno dei primi nomi usciti dalle riunioni tra staff tecnico e dirigenza è stato quello di Axel Witsel, centrocampista belga dello Zenit San Pietroburgo. Spalletti lo ha portato in Russia per 40 milioni di euro perché stravede per lui. Ma Witsel, che ora ha 27 anni, è anche un vecchio pallino di Sabatini, che lo aveva cercato giovanissimo ai tempi dello Standard Liegi. Avendo il contratto in scadenza nel 2017, si può acquistare per 15 milioni. Chissà che non sia proprio Spalletti a guidare la trattativa con le sue conoscenze allo Zenit. Dove gioca anche Mimmo Criscito, un terzino che costituisce un’ottima alternativa ad Ansaldi (Genoa) con il vantaggio non irrilevante di essere italiano: per le liste tesseramenti farebbe davvero comodo alla Roma.

FULCRO – Per migliorare servirà anche un ragionatore del centrocampo, che possa far assorbire la partenza di un calciatore che è stato molto importante per la Roma nel girone di ritorno: Seydou Keita, che non rinnoverà il contratto e chiuderà la carriera negli Emirati Arabi. A Spalletti piace Milan Badelj, croato della Fiorentina. Sono già stati avviati i contatti con il suo entourage tanto è vero che Badelj, a domanda sul futuro, non ha escluso la possibilità di lasciare Firenze. Curiosamente, a proposito di centrocampisti, ieri al Foro Italico è comparso anche Bastian Schweinsteiger, leader della Germania campione del mondo e ora in declino al Manchester United, ma non esiste alcuna trattativa con la Roma: Schweinsteiger era in tribuna solo per seguire il match della compagna, la serba Ana Ivanovic.

IL DUBBIO – Movimenti sono attesi anche in attacco, dove inizialmente al gruppo si unirà anche Manuel Iturbe, di ritorno dalla pessima esperienza al Bournemouth in Inghilterra,oltre alla baby-star Gerson, il diadema importato dal Brasile. Ma il vero nodo è Edin Dzeko, che per il momento ha manifestato la decisa intenzione di rimettersi in gioco con la Roma, nonostante le continue esclusioni tecniche e le prospettive non proprio ideali in vista della prossima stagione. Dzeko è stato un investimento corposo, non tanto per il cartellino che è costato complessivamente circa 18 milioni quanto per l’ingaggio, che lo piazza al secondo posto nella classifica degli stipendi dei giocatori della Roma: 4,5 milioni netti. Solo De Rossi – un altro giocatore che la Roma non considera incedibile – guadagna di più a Trigoria. Ed è paradossale che le due unità più costose, al lordo circa 20 milioni di euro annui, non siano due perni della squadra che ha in testa Spalletti. Ma tornando a Dzeko, se la Roma non gli trova una squadra che lo tenti difficilmente acquisterà un altro centravanti. Non uno di prima fascia almeno, anche se Sabatini ha già sondato il mercato francese per trovare l’erede: Lacazette (Lione) o Batshuayi (Marsiglia) sono due sogni per prezzo e concorrenza internazionale, però chissà. Al gatto maculato è meglio concedere un margine di imprevedibilità.

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