La Gazzetta dello Sport (A. Pugliese) – Se domani giocherà o meno non si sa. Di certo c’è che la sua avventura con la Roma è di fatto finita e la conclusione non è stata certo delle migliori. Se ne andrà senza il minimo rimpianto da parte di nessuno.

Anzi, con un bel carico di rabbia, che i tifosi giallorossi hanno riversato sui social. Il motivo? La prestazione dell’olandese durante la finale di Budapest e, soprattutto, l’apparente indifferenza che Gini ha mostrato nel corso della partita, dal momento in cui è entrato in campo (al posto di Dybala) alla lotteria dei calci di rigore.

Già, perché quella foto che lo ritrae con le braccia dietro la schiena durante i rigori ha mandato su tutte le furie i tifosi romanisti. Wijnaldum, infatti, è l’unico tra gli undici giallorossi a non lanciarsi nell’abbraccio tipico delle squadre durante i tiri dal dischetto.

Poi c’è la partita, è ovvio, forse anche peggio della foto. L’olandese è stato un fantasma, non ci ha messo né voglia né qualità. E questo alla gente non è andato giù. Gini sa da tempo che la Roma non lo riscatterà, un po’ per l’ingaggio troppo alto (quest’anno il Psg ha partecipato alla copertura) e un po’ per le prestazioni mai all’altezza di storia e blasone.

È chiaro come l’infortunio di agosto (frattura della tibia sinistra) abbia influito e non poco. Ma in molti a Trigoria sono convinti che la decisione di non operarsi e di procedere con la terapia conservativa non abbia beneficiato al suo recupero. Resta così un rendimento mediamente deludente, fatto di 22 partite, con 2 gol e un assist.