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Un derby alla pari tra sogni e rimpianti

di Redazione

Il Messaggero (M.Ferretti) – Il torneo a tre per due posti nella Champions della prossima stagione somiglia sempre più ad un thrilling, più o meno mozzafiato. Punto della situazione dopo la giornata numero 31: sconfitte per Roma e Inter, successo per la Lazio. Un’occhiata alla classifica: Roma e Lazio 60 punti, Inter 59. Restano da giocare sette partite, quindi in palio ci sono ancora 21 punti e, come detto, il finale è tutto da scrivere. E, curiosamente, non c’è una di queste tre squadre che non abbia qualcosa, tanto o poco, su cui recriminare. Le due romane sono a 21 lunghezze dalla capolista Juventus che, insieme con il Napoli, 4 punti dietro ai bianconeri, sta giocando un altro campionato. E se è vero che la Roma sabato contro la Fiorentina è incappata nella settima sconfitta, è anche vero che la Lazio di Simone Inzaghi ha perso lo stesso numero di partite dei giallorossi. In più, va detto che sia la squadra di Eusebio Di Francesco che la Lazio hanno vinto lo stesso numero di gare, 18. Ruolino identico, insomma, anche se i biancocelesti hanno segnato 25 gol più dei giallorossi. Che, però, ne hanno subiti 14 di meno. Eppure, nelle chiacchiere dei tifosi e degli addetti ai lavori, la Roma sembra godere di meno considerazione complessiva rispetto alla Lazio. L’Inter, che a differenza di Roma e Lazio in stagione non ha mai giocato in Europa, insegue ad un punto grazie soprattutto alle tre sconfitte in meno delle due romane. I numeri, insomma, ci dicono che le tre squadre si sono via via aspettate l’una con l’altra, alternando parziali molto buoni ad altri negativi assai. Una specie di traversone che va avanti ormai da trentuno giornate e che sembra non trovare ancora la parola fine. Il dato singolare che accompagna la Roma è il suo pessimo rendimento all’Olimpico, teatro di sei delle sue sette sconfitte (unico ko in trasferta all’Allianz Stadium di Torino): passi falsi con tutte squadre, tranne una (il Napoli), che le sono sotto in classifica. E, quindi, una serie infinita di occasioni perse per dare più forza alla sua rincorsa ad un posto nella Champions 2019. Facendo al volo un calcolo, sarebbe bastato vincere anche solo due di quelle sei partite per avere un vantaggio importante nei confronti di Lazio e Inter. E pensare che, in casa, la Roma ha vinto più della Lazio (9 contro 8 partite, con un match in più). Con i se e con i ma, però, non si va da nessuna parte. E i rimpianti, a fine campionato, dovrebbero lasciar spazio ad un’autocritica feroce per individuare cause e responsabili. Oggi è il caso soltanto di programmare le prossime sette partite (quattro all’Olimpico, derby compreso) per evitare di restare fuori dal poker della Grande Europa.

RUSH FINALE – Già, il derby: domenica prossima, ore 20,45 (l’Inter giocherà sabato in casa dell’Atalanta). La Partita dell’Anno probabilmente per entrambe le squadre, chiamate prima agli impegni di coppa martedì (la Roma, in casa) e giovedì (la Lazio, in trasferta). E non v’è dubbio che gli esiti degli appuntamenti contro Barcellona e Salisburgo peseranno sulla preparazione sia di Roma sia di Lazio. Se il campionato si chiudesse oggi, Roma e Lazio sarebbero in Champions ma il fischio finale del campionato ci sarà soltanto il 20 maggio. Da sabato a Bergamo, ricomincerà il torneo a tre di traversone, che si chiuderà all’Olimpico con la sfida tra Lazio e Inter. E con la Roma impegnata in casa del Sassuolo. Manca tanto, ancora.