Tutti contro la Raggi: “Il suo ennesimo fallimento”

Il Tempo (F.M.Magliaro) – Un unico leit-motiv: la responsabilità dell’addio della Roma al progetto Stadio di Tor di Valle è del sindaco Virginia Raggi e dei 5Stelle. Scorrendo il fiume di dichiarazioni che si sono susseguite da venerdì sera, poco dopo l’annuncio della Roma, a tutta la giornata di ieri, la figura della Raggi e le sue decisioni sono al centro della querelle politica.

C’è anche il mondo dello sport e della Roma che prende posizione. L’allenatore dei giallorossi, Paulo Fonseca: «Posso dire che il presidente ha voglia di costruire uno stadio peri tifosi». L’ex presidente James Pallotta pubblica una foto dei «no allo stadio», commentando: «Almeno alcune persone saranno felici oggi». Giancarlo De Sisti: «Per la crescita di un club c’è il bisogno di avere lo stadio e ricominciare da capo certamente allunga i tempi». E, soprattutto, l’ex capitano, Daniele De Rossi: «Il no alle Olimpiadi e allo stadio tolgono qualcosa all’Italia e alla Roma, senza dubbio. Ho partecipato a due presentazioni, una con i Sensi e una con Pallotta e tutte le volte ci ho sperato. Invece è rimasto solo il plastico nello sgabuzzino. È un peccato per Roma, perché costruire lo stadio sarebbe stata una miccia per il calcio italiano».

Veniamo alla politica che usa toni molto meno diplomatici. Mondo diviso in favorevoli al progetto e contrari. Ma, entrambi e in modo diverso, identificano nei grillini la causa di tutti i guai. L’ex assessore all’Urbanistica, Paolo Berdini: «Con Luca Bergamo (ex vicesin daco, ndr) avevamo una posizione contro. Per nove mesi ha portato avanti la parte nella commedia di essere contro lo stadio, poi a gennaio fa incontri per lo stadio con la Roma. È stato vergognoso». Il Codacons parla di «vittoria della città e fallimento Raggi». Per Stefano Fassina (sinistra italiana) «l’amministrazione politica della città è stata a rimorchio degli interessi privati». Dal centrodestra, Maurizio Gasparri (Forza Italia) attacca: «La rinuncia segna un ulteriore fallimento dell’amministrazione Raggi, la peggiore presenza nella città di Roma dai tempi di Nerone ai giorni nostri».

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