Lui vorrebbe esserci, si sente bene ed è pronto per mettersi a disposizione contro il Novara. Totti prova a convincere Luis Enrique, che dopo la trasferta di Milano sembra orientato a dare un turno di riposo al capitano, dirottandolo almeno inizialmente in panchina. Tanti i ragionamenti da fare all’interno di una squadra stravolta nella composizione da infortuni e squalifiche. A cominciare dalla difesa che vedrà De Rossi accanto a Kjaer, con Gago, Marquinho e l’acciaccato Pjanic (ieri ha accusato un lieve affaticamento al flessore) a centrocampo. L’indicazione di una formazione inedita potrebbe spingere il tecnico spagnolo ad affidarsi comunque a Totti, alla sua esperienza e al suo inimitabile modo di equilibrare la squadra, punto di riferimento anche quando non è al meglio. Oppure, l’altro ragionamento, spingerebbe a dare più brillantezza con Lamela, Osvaldo e il rispolverato Bojan, altrimenti ormai relegato a riserva di lusso. In tutto questo i numeri dicono che il numero dieci non segna in campionato dal 21 gennaio, Roma-Cesena, quando realizzò una doppietta.

Un’eternità fa, in pratica. Si vedrà quale sarà la linea logica a prevalere nei pensieri di Luis Enrique, mentre, nel frattempo, il diesse giallorosso, Sabatini, parlando alla rivista ufficiale “La Roma”, dà qualche indicazione su quali siano i suoi criteri nello scegliere i giocatori. Deve esserci . Bene. Su di sé, poi.

«Mio figlio si chiama Santiago, come era inevitabile (come il protagonista del film “Goal!”, Santiago Munez, favola di un calciatore messicano che riesce a sfondare nel calcio, ndr). Pallotta come primo obiettivo vuole farmi smettere di fumare? Gli ho detto che non è consigliabile partire con un fallimento».

La Repubblica – Francesca Ferrazza