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Il Tempo (E.Menghi) – «È per persone come lui che ci s’innamora del calcio». Lo scrivono nella Spagna che si è abituata a veder giocare, e vincere, Messi e Ronaldo. La classe immortale di Totti è riconosciuta in tutto il mondo, non è la prima volta che il capitano romanista riceve omaggi dalla stampa internazionale e, se per Marca «è un personaggio sopra l’ordinario che con un miracolo ha ingrandito la sua leggenda», l’altro quotidiano spagnolo AS , nella sua edizione online, recita testualmente: «Quello che è riuscito a inventarsi questo genio del calcio mondiale è una pagina di sport che rimarrà nella storia. Ha avuto poco tempo, molto poco, per gli essere umani, ma sufficiente per le leggende. Se prima era il re di Roma, ora è diventato l’Imperatore».

L’Uefa sul suo sito scrive: «L’ennesima magia dell’ottavo re di Roma a dispetto delle quasi 40 primavere. Finito? No, infinito». Per France Football è semplicemente «eterno» e la sua favola è arrivata fino in Brasile: «Totti entra e ribalta il risultato», sintetizza Globoesporte . Il Daily Mail si proietta al futuro: «Adesso la discussione si farà ancora più accesa». Sul web si sono scatenati i tifosi, e pure i politici. Il vicepresidente del Senato, Gasparri, ha cinguettato: «Sono le imprese che fanno entrare i campioni nel cuore della gente. A Pallotta e Spalletti non succederà». Il candidato sindaco Marchini definisce Totti «una figura mitologica», il leader della Lega Nord Salvini è diviso a metà: «Il tifoso è cuore e testa. Il cuore dice Totti perché è una bandiera. La testa dice che bisogna fidarsi delle scelte di Spalletti».

Zdenek Zeman è stato uno dei maestri del numero 10 giallorosso e non è rimasto sorpreso dalla doppietta al Torino: «È normale che faccia gol, magari – ha detto a Mediaset Premiumnon lo è che li abbia fatti entrando a 5 minuti dalla fine. Io sono malato di Totti, è il più forte che abbia mai allenato. Prima la chiamavano “Rometta”, grazie a lui è diventata Roma. Non mi sembra giusto farlo entrare quando le cose vanno male, però io non vivo la realtà dall’interno e non so quali problemi ci siano. È giusto che a decidere sia l’allenatore».

Uno che per Francesco potrebbe essere d’esempio è Javier Zanetti, bandiera e ora dirigente dell’Inter: «Persone come Maldini, Del Piero, Totti, o come sarà per Buffon, meritano un posto nel loro club. Io ci sono passato e la mia società è stata esemplare con me, spero che accada anche a Francesco perché merita un finale felice». Balotelli si è dimenticato del calcione rifilatogli dal capitano: «Due palloni e due gol: è fantastico». L’ex presidentessa Rosella Sensi non ha voluto fare appelli «nel rispetto dei ruoli», ma un messaggio alla società l’ha mandato tramite Repubblica Tv: «La carriera di Totti non deve finire così, mi auguro che Pallotta possa capire cosa rappresenta per la storia della Roma e del calcio italiano».

A sdrammatizzare il clima ci ha pensato Venditti, che ha filmato Verdone intento a guardare la partita: «C’è solo un capitano ed è Francesco Totti».