Il Messaggero (E.Bernardini) –  La tessera del tifoso cambia, non sparisce. O meglio, evolve. La novità sostanziale, del protocollo d’intesa siglato ieri da Figc, Coni, ministero dell’Interno e ministero dello Sport, è la possibilità di poter comprare un biglietto il giorno stesso della partita in un settore che non sia quello ospiti. Per quello restano vigenti le norme attuali: la vendita fino alle 19 del giorno precedente. Fondamentale per l’organizzazione del piano di sicurezza degli agenti da schierare: un conto è contenerne e monitorare qualche centinaio di tifosi ospiti, un altro se in trasferta ne vanno più di mille. Altra notizia è che anche per il settore ospiti non servirà più la tessera del tifoso, così come per gli abbonamenti. Eh pazienza per chi l’ha sottoscritta già. In compenso verranno reintrodotti megafoni e tamburi. Ci sarà anche l’eliminazione dei voucher e della campagna “porta un amico allo stadio”. Decisione quest’ultima che renderà impossibile pompare il numero degli abbonamenti con i vecchi metodi del paghi 1 e prendi 2.

L’ESCAMOTAGE – Inoltre la biglietteria sarà libera, tranne per le gare a cui l’Osservatorio per le manifestazioni sportive assegna un indice di rischio elevato. I biglietti però continueranno ad essere nominali e il posto dovrà essere rispettato. Dunque bisognerà fornire i propri dati personali da incrociare con la questura per poter comprare il tagliando. L’Osservatorio avrà comunque il potere di poter indirizzare il tutto. Basterà alzare l’indice di rischio della gara per far sì che la vendita non sia più libera o che i tamburi non possano essere più portati in curva. Inoltre nel periodo d’osservazione dei tre anni il Viminale potrà decidere in ogni momento di reintrodurre la tessera del tifoso. Primo test già il 19 agosto, nella prima di campionato: Verona-Napoli. Partita aperta e biglietti disponibili anche last minute. La curva del Verona è chiusa, così gli ultrà veronesi potranno andare in tribuna. Saranno virtuosi?

BUSINESS MILIONARIO – Ora però la cara vecchia tessera voluta dall’allora Ministro degli Interni Maroni viene messa in stand by e sostituita dalla patinata fidelity card. Una carta basata più sull’intento di premiare i supporters più fedeli che per dividere una tifoseria in tesserati e non tesserati. Già, ma la preziosa tessera (spesso brandizzata) avrà un costo che andrà dai 10 ai 20 euro. Un business da 3 milioni di euro per le sole squadre di serie A. «La tessera del tifoso deve diventare solo uno strumento di marketing per le società, solo per le partite più a rischio può essere richiesto il possesso della tessera per entrare negli stadi». Lo dice il capo dell’Osservatorio per le manifestazioni sportive, Daniela Stradiotto.

RIECCO LE FAMIGLIE – Tradotto la patata bollente passerà nelle mani delle società su cui graveranno le responsabilità maggiori. Da stabilire eventuali sanzioni in caso di mancato rispetto delle norme. L’obiettivo del protocollo d’intesa è quello di riportare le famiglie allo stadio. «Abbiamo prima rimosso le barriere dallo stadio Olimpico, ora facciamo concretamente un ulteriore passo in avanti per riportare allo stadio le famiglie, le giovani generazioni di appassionati, per sostenere quel senso di inclusione che lo sport favorisce». Il commento del ministro dello Sport, Luca Lotti, a cui ha fatto eco il ministro dell’Interno, Marco Minniti, «Gli stadi purtroppo a volte hanno avuto a che fare con la paura, l’obiettivo è togliere quel sentimento della paura dagli stadi, che devono stare in un meccanismo di gioia e di festa. È una fiducia che ha un limite invalicabile, quello della violenza». «La Figc persegue la sostenibilità del sistema calcistico sotto tutti i punti di vista, ora anche della fruibilità degli eventi. Grazie alla collaborazione delle istituzioni competenti, mette la dimensione sportiva al centro dell’evento calcistico, con conseguente migliore accessibilità negli stadi da parte dei tifosi e investendo nella gestione organizzative delle partite da parte dei club». Il commento del presidente della Figc, Tavecchio. «Tutti i provvedimenti presi sembrano di, ora sta alle società essere maggiormente responsabilizzate con professionalità costruite in maniera chirurgica» ha sottolineato il numero uno dello Sport, Malagò.