Voleva cambiare la mentalità e forse c’è riuscito ma nel frattempo ha cambiato la classifica e l’umore della città. Fonseca si gode i complimenti e il terzo posto in campionato e aspetta i recuperi di Pellegrini, Mkhitaryan e Diawara. Più su c’è l’Inter che dista 6 punti e che ospiterà la Roma poco dopo la sosta, il 6 dicembre a San Siro. La sua Roma sembra quella del primo anno di Garcia e anche lì si partiva tra polemiche e dubbi, ma arrivarono 10 vittorie consecutive. Qualche analogia con la prima Roma di Spalletti c’è: tra mille infortuni trovò la quadratura del cerchio. La svolta c’è stata dopo il grigio pareggio contro la Sampdoria e Fonseca ha fatto scacco matto in tre mosse:

  • SVOLTA TATTICA: in piena emergenza ha rivoluzionato la squadra. Niente cambio di modulo drastico, ma un progressivo passaggio al 4-1-4-1 con Mancini a centrocampo che nessuno avrebbe immaginato. Questa mossa ha permesso anche la crescita di Veretout, così come quella di tenere Zaniolo largo sulla fascia.
  • FACCIA A FACCIA: è intervenuto nella testa di una squadra bloccata. Hanno pagato le mosse di mettere in panchina Florenzi e di dare massima fiducia a Pastore.
  • DIFESA DI FERRO: la forza di questa Roma è proprio la difesa con 3 gol subiti nelle ultime 6 partite. L’emblema è sicuramente Smalling, ma è tutto l’atteggiamento di squadra ad essere cambiato.

Lo scrive Leggo.