Il Tornatora

Tavecchio: «Sono meravigliato delle spese dei club sul mercato. Conte? Non cambia nulla»

di Redazione

Tavecchio, Conte sarà uno choc positivo

Ilmessaggero.it – «Lo stato di salute del calcio italiano? Non ho dubbi nel dire che non è al di sotto del resto del panorama europeo. È un momento delicatissimo e ho già detto con chiarezza che io mi meraviglio degli interventi fatti in campagna acquisti che hanno portato elementi tali da rendere l’Italia il paese che ha investito di più sul mercato». Così il presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, esprime le sue perplessità sui movimenti di mercato effettuati da alcuni club italiani, in decisa controtendenza con la crisi economica italiana. «Mi auguro – ha aggiunto Tavecchio a margine del Consiglio federale – che tutto si risolva nel migliore dei modi in quanto le società che hanno fatto questi impegni sono società per bene e quindi manterranno i fatti» precisa il numero uno federale, specificando inoltre che «quest’anno le società di Serie A si iscriveranno tutte, non ci sono limiti fissati. Dovranno fare ad ottobre una relazione su come intendono proseguire fino al termine del campionato per evitare il verificarsi di un altro caso Parma». Tavecchio si è infine soffermato sulla piaga del calcioscommesse: «Riguardo a questo problema bisogna creare una organizzazione di contrasto, e per questo proporrò che ci sia una sezione istruttoria della Procura federale che si occupi di una normativa gravissima che non è più fatta da personaggi impreparati».

«Non ho avuto modo di sentire Conte, ma per noi non cambia nulla, non cambiamo atteggiamento, è una notizia che ci si aspettava». Così il presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, ha commentato la richiesta della Procura di Cremona di rinviare a giudizio del Ct della Nazionale, Antonio Conte, nell’inchiesta sul Calcioscommesse. Per il tecnico l’accusa è di frode sportiva in relazione alla sola partita AlbinoLeffe-Siena. Nei giorni scorsi Tavecchio, confermando la fiducia nel ct, aveva sottolineato che «il rinvio a giudizio non è una condanna».