Tanto Zaniolo, grande Roma

Il Messaggero (A. Angeloni) – Zaniolo show, poi doppio Abraham. E la finale, per dirla alla José, è stata portata a casa. Mourinho ha ritrovato il suo gioiello Nicolò che, dopo due panchine di fila, si concede la serata d’onore con gol, assist, dal cuore dell’attacco, al fianco di Abraham, che firma una doppietta: il secondo gol in rovesciata. Bisognava aspettare, ci ha detto Mourinho. Fatto, aveva ragione.

Riecco Nik e Tammy, insieme, vicini. A fare la differenza. La Roma consolida il secondo posto del gruppo C della Conference, in attesa dell’ultima con il Cska per sperare di agganciare il primo: il passaggio del turno è archiviato, mentre il temuto Tottenham rischia l’eliminazione. Lo Zorya disturba appena (una sola parata di Rui Patricio), poi c’è solo la Roma, c’è un ritrovato Zaniolo. Genova ha segnato un punto di svolta: la squadra è brillante, logica, anche su di condizione e poi, con quei due là davanti, Mou torna a sognare.

Due gol nel primo tempo (più un rigore sbagliato), due nella ripresa e via. L’emergenza ha ispirato José, che ormai trova soluzioni, modificando la vita dei calciatori. Che si sono dimenticati del posto-ruolo fisso. Ed ecco che dopo l’El Shaarawy terzino (sembra lo faccia da sempre, va avanti a rincorse e assist), il Mkhitaryan da battaglia (corre come un ragazzino), Veretout regista (bravo, tranne dagli undici metri…), ecco pure un Carles Perez in versione mezz’ala (al posto di Pellegrini che non sta bene). Per non parlare poi dello Zaniolo punta di diamante al fianco di Abraham: in questo modulo senza attaccanti esterni, Nicolò è più centravanti che trequartista, almeno per José.

Nik accetta e si diverte, con la benedizione di Mou, che lo coccola (“Nicolò ha talento, è bravissimo ma deve imparare tanto da un punto di vista tattico e deve togliersi di dosso qualche paura, ma ne ha passate tante e lo capisco. Sono qui per aiutarlo“). Nik è pronto a non uscire più dai titolari, sempre che l’ultimo problema al polpaccio non faccia scherzi.

Le panchine mi hanno fatto riflettere. Sono scelte dell’allenatore e le ho accettate. Quando sono stato chiamato in causa ho fatto il mio dovere. Io vivo sotto pressione e mi piace rispondere sul campo. Mou mi ha insegnato a non accontentarsi ma di chiedere di meglio. Mi piace giocare in avanti, sono a disposizione“, le parole di Nicolò. Per lui un gol, un paio di assist, qualche bel tiro, sì pure alcuni errori sotto porta, ma almeno è tornato a vivere una notte da protagonista, da trascinatore dopo gli infortuni maledetti.

Nicolò inventa qua e là, pensa anche al compagno Abraham, che nel primo tempo cicca e il cielo sembra ancora grigio, poi bastano pochi secondi della ripresa e si sblocca pure lui: “Ringrazio Zaniolo, lui è già un top player. Io con Mourinho voglio diventare un mostro», assicura Tammy. Che, prima di uscire, sforna in rovesciata la gemma per il 4-0.

È nata una coppia. La Roma fa a meno del gol di Veretout (secondo rigore di fila fallito, alla Jorginho). Rigore procurato da Perez (gran partita la sua) verso la fine del primo tempo. Mourinho ritrova anche Smalling, che in questa difesa ha un senso e pian piano si rivede Kumbulla, che fatica ma migliora. Come tutta la Roma. Anche José non riesce a togliersi i ko col Bodo dalla testa.

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