Il Tornatora

Stadio, si riparte: pubblico interesse e interventi sulle opere da rivedere

di Redazione

Il Messaggero (S.Canettieri) Ancora un mese e mezzo per conoscere il destino dell’operazione calcistico-immobiliare di Tor di Valle. Il progetto bis per la realizzazione dello stadio, dopo la sofferta approvazione in consiglio comunale della nuova delibera sul pubblico interesse, è stato trasmesso in Regione. E come spiega la stessa amministrazione di via Colombo «le amministrazioni competenti» adesso «hanno 45 giorni di tempo per dare il parere definitivo». Tutta la documentazione sul nuovo progetto «adeguato» dalla società Eurnova è stato infatti girato «alle amministrazioni competenti per materia, che ne dovranno valutare la rispondenza ai fini del superamento dei dissensi espressi in precedenza – spiega la Regione in una nota – In particolare dovranno verificare la coerenza delle modifiche progettuali alla realizzazione delle opere pubbliche e alla loro contestuale esecuzione con le opere private».

I TEMPI – Gli uffici ora chiamati in causa dovranno mettere nero su bianco se dopo la revisione del progetto – con il taglio delle cubature ma anche il contestuale ridimensionamento delle opere pubbliche a carico dei privati – sussisterà o meno il pubblico interesse dell’opera e se le criticità espresse nella precedente conferenza dei servizi sono state superate. Per consentire un termine congruo per le opportune valutazioni da parte degli enti interessati, è stabilito in 45 giorni dalla ricezione della documentazione il tempo massimo per esprimere un parere sul progetto definitivo. Lo scorso aprile la conferenza dei servizi aveva dato parere negativo e il progetto Tor di Valle era tornato alla casella di partenza. I tecnici della Pisana non avevano potuto far altro che prendere atto dei pareri di «dissenso» trasmessi nelle settimane precedenti dagli uffici del Campidoglio e della Città Metropolitana che avevano evidenziato una sfilza di criticità su trasporti, sicurezza e rischio inondazioni, ma anche della valutazione di impatto ambientale, anche questa «negativa», fornita dagli stessi esperti regionali.