Il Tornatora

Stadio, sì alla delibera. M5S perde pezzi: altra sospensione in vista

di Redazione

Il Messaggero (S.Canettieri – F.Rossi) – Il via libera con strappo nel Movimento 5 Stelle con nuove sospensioni all’orizzonte. Il sì all’interesse pubblico per il progetto dello stadio di Tor di Valle arriva al terzo giorno di dibattito in assemblea capitolina, a quattro mesi dall’accordo fra il Campidoglio e i proponenti, con una votazione finale che certifica il dissenso interno alla maggioranza a Cinque stelle. Sugli scranni del consiglio comunale manca Cristina Grancio, consigliera sospesa dal gruppo M5S proprio per la sua contrarietà al progetto, ma anche Gemma Guerrini e Monica Montella. Il numero di favorevoli arriva a quota 28 solo grazie ai sì espressi in aula Giulio Cesare da Virginia Raggi, presente al voto finale, e da Davide Bordoni (Forza Italia). Contro la delibera si esprimono il Partito democratico e Fratelli d’Italia, mentre Alessandro Onorato (Lista Marchini) si astiene. Ma è il caso dei tre voti mancanti nel gruppo M5S ad agitare il Comune. La sorte di Grancio ora rischia di capitare anche a Guerrini, che ieri ha partecipato a una riunione in Campidoglio con l’assessore Flavia Marzano, ma alla fine non si è presentata in Aula. «La sua posizione – spiegano dal M5S – è già al vaglio dei probiviri». Un’altra sospensione è vicina. Differente, invece, la posizione di Montella, «assente giustificata» in quanto in vacanza.

L’ITER – L’assemblea ha compiuto il passo formale per riavviare la nuova conferenza dei servizi sulla base del progetto rinnovato, ma con una netta riduzione di cubature, con un iter che si presenta ancora lungo e pieno di insidie: è attesa per oggi la decisione finale sul vincolo sull’ippodromo Tor di Valle che era stato ipotizzato proprio nella zona dove dovrebbe sorgere l’impianto sportivo. La commissione regionale del Mibact per il patrimonio culturale del Lazio si è riunita ieri per esaminare la proposta avanzata a febbraio dall’allora soprintendente Margherita Eichberg. Poi la palla dovrà passare alla conferenza dei servizi, con il dubbio di dover ricominciare tutto il procedimento dall’inizio, e la Roma dovrà rispondere alle osservazioni avanzate dalla Regione, presentando il progetto definitivo. La procedura si chiuderà non prima di 6-7 mesi, dopodiché il Campidoglio dovrà varare una variante urbanistica ad hoc.

LO SCONTRO – La sindaca esulta: «È un giorno importante, hanno vinto i cittadini», rivendica Raggi. E il presidente giallorosso James Pallotta ringrazia via Twitter: «Lo Stadio della Roma darà una nuova casa ai nostri tifosi e porterà grandi benefici alla città». Nel corso della discussione in Aula il M5S chiarisce che «45 milioni saranno utilizzati per acquistare almeno cinque nuovi treni», sulla ferrovia Roma-Lido. Ma le opposizioni non risparmiano critiche. «Votiamo no, perché vogliamo lo stadio. Noi siamo convinti che questa delibera bloccherà la procedura dello stadio», punta il dito il consigliere dem Giulio Pelonzi. Tra le obiezioni del Pd ci sono «115 milioni di opere in meno a carico del proponente: lo stadio non risolve i problemi di quel quadrante della città e le opere a carico del privato sono prevalentemente manutentive e non infrastrutturali». La delibera «presenta diverse lacune tecniche, taglia più opere pubbliche che cubature e non risolve il problema dell’impiantistica sportiva della Capitale», commentano Fabrizio Ghera e Andrea De Priamo (Fdi-An).