berdini

Corriere dello Sport (R.Maida) – A dieci giorni dall’elezione di Virginia Raggi a sindaco, il caso politico dello stadio della Roma si arricchisce di un altro scambio di battute. In mattinata Il Sole 24 Ore aveva pubblicato una dichiarazione di Paolo Berdini, assessore all’urbanistica in pectore della giunta di Cinquestelle, che alimentava concrete speranze di una rapida realizzazione del progetto di Tor Di Valle: «Mi dicono che la documentazione è stata analizzata e approvata dagli uffici comunali. I dirigenti mi hanno comunicato che giuridicamente e tecnicamente è tutto in ordine e quindi il dossier è stato formalmente trasmesso alla Regione Lazio per l’avvio della conferenza dei servizi. Se veramente le cose stanno così – ma io non ho visto il provvedimento – lo stadio della Roma non è più una questione comunale e del mio assessorato. Ora il procedimento dipende solo dalla Regione».

LA REPLICA – Se il discorso di Berdini, che soltanto la settimana scorsa aveva definito «uno scempio» l’ipotesi di uno stadio a Tor Di Valle, trovasse riscontro nei fatti, il percorso della Roma si arricchirebbe di un altro passaggio fondamentale verso l’inizio dei lavori. Nel primo pomeriggio però è arrivata la risposta di Nicola Zingaretti. «In riferimento alle parole dell’architetto Berdini – si legge nella nota – si fa presente che la Regione Lazio è ancora in attesa dal Comune della trasmissione del progetto sullo stadio della Roma. Ad oggi nulla è stato ufficialmente inoltrato all’amministrazione regionale. Si precisa, inoltre, che nella trasmissione del progetto il Campidoglio dovrà dichiarare la conformità del progetto stesso alla delibera sull’interesse pubblico votato dal Consiglio comunale di Roma».

FUTURO – Dal momento dell’apertura della conferenza dei servizi partirebbe il contatore dei 180 giorni (con eventuali sospensioni dovute ad approfondimenti sull’impatto ambientale) per l’approvazione del progetto. Naturalmente a quel tavolo siederà anche il comune di Roma che potrà presentare le eventuali eccezioni attraverso i rappresentanti della giunta Raggi. Soltanto dopo l’ok della Regione potrebbe partire il cantiere.