Il Tornatora

Spalletti: “Non è una partita decisiva per la Champions. L’andata? Girati bene un paio di episodi. Nainggolan? Alieno” – VIDEO

di Redazione

Pagine Romaniste – Luciano Spalletti, tecnico dell’Inter, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita contro la Roma. Queste le sue parole:

La sifda di domani è decisiva per la Champions?
No, è ancora presto. Nel calcio attuale il risultato di una partita importante può determinare molto sotto l’aspetto dell’entusiasmo e della convinzione della tua forza, delle giocate e delle conoscenze. Mancano troppe partite, ci può stare di tutto. Basta guardare la classifica di ogni anno da metà campionato e poi guardarla in fondo e si vede che non sono determinanti neanche i 10 punti.

Soddisfatto di Rafinha?
Sono sempre soddisfatto dell’operato dei professionisti dell’Inter. Sono eprsone competenti e di qualità. Sono in sintonia con loro. Se parliamo di Rafinha, sta a noi aiutare lui per ritrovare la condizione, non al contrario. Si rischia di mandare un messaggio distorto ai calciatori che hanno pedalato fino a questo momento, perché sono loro a dover fare questo balzo in avanti per ridare fiducia alle nostre prospettive.

E’ la sfida tra le due influenzate del campionato? Cosa dovete recuperare?
L’Inter non ha perso molte cose, qualche partita abbiamo fatto meglio, qualche partita al di sotto di altre, però non ho visto sbalzi sul comportamento se non in qualche frangente. In generale ha lavorato con la stessa idea, riuscendo a forzare di più in alcune partite, in altre situazioni è andata di traverso. Dobbiamo solo continuare a lavorare in maniera corretta per crescere. Per diventare da titolo bisogna fare cose forti e importanit, anche durante la settimana quando non ci vede nessuno. Siamo soddisfatti di quello che produciamo giornalmente, questa settimana abbiamo fatto molte cose e il risultato della partita si vedrà. Non è detto che fare molte cose sia la soluzione, anzi spesso lavorare giusto è più importante che lavorare duro e noi abbiamo fatto tutte e due.

All’andata si è vista una delle migliori Inter di questo campionato. Cosa è successo a Joao Mario? Nella sua mente quella formazione era quella prototipica?
Lì abbiamo avuto un po’ di buon equilibrio, ci è girata bene in un paio di episodi, ripagati durante la stagione. Quella partita lì fu così. Una delle qualità di questa partita sarà il livello di concentrazione mantenuto nel tempo, sarà vietato distrarsi. Ci sono calciatori che risolvono la gara da qualsiasi episodio, da una condizione normale ti può accadere il peggio se perdi di vista la partita o esci dalla concentrazione del momento. E’ come scendere lo Stelvio senza mani, bisogna essere bravi a tenere le mani salde sul manubrio. Joao Mario ha fatto buone partite, buone prestazioni. Quando l’ho messo ha fatto meglio di quando ha cominciato dall’inizio, ma mi sembra abbia dato il suo contributo alla classifica attuale e ai risultati che abbiamo fatto. Non so a cosa si riferisce (al giornalista, ndr), prima volevate Eder in quella posizione, ora Joao Mario… Sono cose soggettive, gli equilibri di squadra, se lei allenasse durante la settimana, gli verrebbero dettati dallo scorrere continuo della palla. Quando si ha qualche dettaglio in più, anche l’osservare da fuori attentamente può essere la soluzione. Si va dietro a quello che è il pallone.

Come valuta la designazione di Massa? Ha rivisto l’intensità in allenamento di cui ha parlato Icardi?
Massa è uno dei migliori arbitri che abbiamo, lo abbiamo avuto già qualche volta e ha fatto scelte importanti e misurate al millimetro. Mi sembra sia stato alla VAR contro l’Udinese, contro la Juventus il fatto di Benatia non è rigore secondo me, è stato corretto in funzione del gol di Ranocchia al derby giustamente annullato. Ha fatto molto bene il suo lavoro ed è stato molto attento. Icardi è uno di quelli che quando gli presenti il momento di difficoltà o paura è uno che ti guarda, sorride e ti fa “quando partiamo?”.

Ripensando all’esperienza dello scorso anno, a livello di risultati, a mente fredda nella gestione di Totti rifarebbe tutto alla stessa maniera?
Professionalmente mi porto dietro quei risultati che non sono riuscito a fare, se vuoi te ne leggo qualcuno. Il periodo precedente mi porto dietro gli 83 gol subiti, i derby persi e le quattro eliminazioni dalle competizioni. Non abbiamo vinto il campionato e siamo arrivati un punto dietro il Napoli. In questa stagione e mezzo Dzeko non ha vinto la scarpa d’oro. Nelle altre stagioni ho fatto i preliminari di Europa League, perso tre finali contro l’Inter, cinque eliminazioni dalle coppe europee, 3 derby persi, 59 sconfitte. Devo migliorare nei numeri non fatti, che sono più di quelli fatti. Su Francesco vi firmo una risposta in bianco, scrivete quello che vi pare, non sto a cercare altra fatica, non ho più aggettivi, li ho detti tutti. Allenandolo ti rendi conto del fenomeno che è stato e voi non fate fatica a modificarlo, scrivete quello che vi pare e siamo tutti a posto. Le complicazioni tra le persone sono cose che non vengono chiarite a creare difficoltà nel tempo, io a lui ho detto tutto e mi sono comportato come dovevo in base a quello che è stato il day by day. E’ chiaro che se lo dovessi rincontrare domani lo andrò a salutare, come saluterò tutti gli altri calciatori in maniera importante. Se ci si incontra come quando lo allenavo, a Roma ci sono stato quasi sei stagioni, lo abbraccerò come abbraccerò tutti. Insieme a questi calciatori ho passato momenti bellissimi della mia vita, che è difficile dimenticare, emozionanti. Quando li andrò a rincontrare è come quando torni in un posto dove hai vissuto l’infanzia e ritrovi amici importanti, sarà bello ritrovare i calciatori della Roma e i momenti passati insieme. Non c’è solo il risultato, c’è una serie di altre cose. Quando arrivi la mattina alle 9 e vai via alle 16, stai tante ore insieme, si instaura un rapporto differente da quello che viene descritto da chi ci racconta. Si va a farsi conoscere, ad avere rapporto e contatto. Con la Roma qualcosa di più, perché ci sono stato più tempo. Quando passi un periodo lungo, che segna la vita di una persona, si va più in profondità, si toccano più tasti e devi prenderti la scomodità del lungo periodo, andando a dire qualcosa di scomodo ai calciatori. Non alleno mai per fare piacere a tutti, ma per trovare la condizione migliore di squadra. Può darsi che questo a qualcuno non piaccia ma la mia professione mi impone questo.

A Roma è diventato un tormentone la frase “Se non vinco me ne vado”. Vale anche a Milano?
Ce la vuole tirare? (ride, ndr). Non voleva tirarcela, ma randellare dietro. Il randellio è differente, ce l’ha menata là. Non credo sia la stessa situazione, abbiamo iniziato un percorso, lavorando e trovando complicazioni. Stiamo continuando a fare le cose per tentare di migliorarci. Durante la strada possono accadere delle cose che andremo a valutare. Ho un contratto di due anni e il mio lavoro è per il periodo del contratto che ho sottoscritto, magari arrivando anche in Champions (ride, ndr). Funziona così, si dice che Spalletti esagera un po’ ma il condizionamento mentale ti limita. Se ti dicono “prima o poi la perdi” e quando perdi ti risuccede come l’anno prima o due anni prima. Cercheremo di alzare le barriere.

Le soste sono sempre insidiose. Chi rischia di più tra Inter e Roma?
Non vedo perchè qualcuno dovrebbe rischiare di più e qualcuno meno. Dipende dalla squadra e ciò che ritieni che siano i punti importanti, la mentalità della squadra. E’ una partita giocata alla pari, come idea, perché loro sono una squadra forte, l’inter è una squadra forte. Non vedo chi rischia di più, sarà una partita ad armi pari, tutte e due hanno bisogno di risultati importanti. Loro hanno fatto vedere anche in Champions, hanno passato un turno con Chelsea e Atletico andando a fare la partita, con il pressing e la linea difensiva alta. Questo si vede quando si va a guardare il comportamento della Roma. Cercheremo di fare altrettanto per attaccare le nostre timidezze e le difficoltà che possono esserci all’inizio della partita. Poi saremo costretti a difenderci ma staremo a vedere, l’intenzione è di andare di là.

Se potesse togliere un giocatore a Di Francesco?
Questo non si fa, vorrebbe dire andare a fare i complimenti a uno solo di un gruppo con molti calciatori forti. Ci sono calciatori che nei momenti complicati trovano la situazione da soli, come ci sono nell’Inter. Domani sera sarà una bella partita, ci sarà garra, muscolo, durezza e reattività. Vuoi far riferimento a qualcuno? L’alieno, Radja (ride, ndr).

Avete fatto valutazioni su Gabigol?
Non fa parte della mia scrivania, ci sono direttori che fanno questo. Gli avevo detto di documentarsi bene. Si passa da lì, attraverso quello che faccio tutti i giorni, cosa porto a casa e cosa mi sono meritato. Lui aveva bisogno di meritarsi partita dopo partita quella presentazione che gli era stata fatta quando è arrivato. Tornare indietro adesso sarebbe stato possibile se avesse fatto questo periodo da titolare. Rimango della mia stessa idea, che giochi in una squadra dove lui sia schierato tra i titolari.

Manca qualcosa a centrocampo? Cancelo resta?
No, è tutto a posto. è un discorso da fare con la società Abbiamo direttori di qualità che poi sono stati cosi tempestivi a prendere in base alle potenzialità di avere giocatori forti. Uno è Lisandro lopez, che ha impostazione che entra dentro e comanda subito tutti. Rafinha lo conosciamo tutti, ha avuto questo periodo per cui c’è da aspettare un po’ di tempo. Noi abbiamo recuperato Miranda e D’Ambrosio, ora anche Ranocchia ha ricominciato a superare il dolore pungente alla schiena. Lisandro ci darà una mano. Cancelo resta, a volte è confuso dalle chiamate che riceve. Voi fate a baci in bocca coi procuratori che vi danno le notizie e li mettete in contrapposizione agli allenatori, ma a voi sta bene cosi. Sui calciatori che hanno firmato un contratto comanda la società. Com’è successo con Kondogbia, siamo noi a decidere di mandarlo per fare un ragionamento che tocca un po’ tutti i tasti. Cancelo resta qui fino a fine anno, poi si vedrà.

D’Ambrosio sarà convocato?
Miranda è convocato, ha fatto tutta la settimana benissimo. D’Ambrosio ha avuto precauzione nei primi due.tre allenamenti. Ha fatto benissimo, convocato sicuramente, tutti convocati i calciatori, poi bisogna vedere se lo facciamo giocare.

C’è un calciatore su cui ha aspettative in più?
Dei nostri sicuramente sì, di solito sono uno che tende a pensare molte cose dei miei calciatori. Se si incomincia a dire una cosa e si va di fronte al calciatore, lo percepisce come lo vai ad incontrare e a salutare. Tento di farli sentire più bravi, perché dicano sì. Quando dicono sì non possono scendere al di sotto del loro massimo, perché lo hanno detto loro. Poi si va a vedere le performance individuali. Ce ne ho parecchi che possono fare meglio. Sono dispiaciuto di non aver mai fatot giocare Dalbert, che ha qualità e per le potenzialità che, vorrei Candreva che riuscisse a fare quello che faceva prima e che Gagliardini ritrovi la condizione. Mi aspetto qualche miglioramento in questo senso, sono tutte cose che possono darci la soluzione giusta.