Spalletti: “Aiutiamo queste persone che hanno perso tutto a causa del terremoto. Tutti insieme per un principio nobile” – VIDEO

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Luciano Spalletti, allenatore della Roma, è intervenuto sulle frequenze della radio ufficiale del club giallorosso per promuovere l’evento di sabato 3 settembre. Queste le parole del tecnico in vista dell’amichevole con il San Lorenzo:

https://www.facebook.com/OfficialRomaRadio/videos/1745367729063994/

Sabato c’è la festa della famiglia, l’incasso andrà alle vittime del terremoto…
Basta parlare di quello che è successo che è facile farla diventare un’amichevole importantissima. Dobbiamo fare squadra, noi insieme al nostro pubblico dobbiamo fare una comunità di squadra che tenta di dare il proprio aiuto a queste persone che hanno perso tutto.

Anche voi e i giocatori avete fatto una raccolta…
Si respirava un’aria pesante nelle proprie famiglie, nello spogliatoio non si parlava di altro, l’attenzione era solo per la sofferenza di quelle persone. Uno viene trascinato per i capelli da quel dolore.

La mattina dopo cosa ha pensato?
La reazione emotiva l’ho avuta in diretta. Ho sentito il terremoto nel letto. Ero sveglio, mi sono accorto di quello che stava succedendo e sono andato a cercare, vista la forza devastante, notizie più corrette. Poi ho sentito se l’avessero sentito dei miei amici che ho lì.

Come ripartire?
Anche lì è una ripartenza. Bisogna avere questo traino verso il migliorare sempre quello che ti capita in torno avere la forza di sapere quali siano le cose che ti possano dare una mano anche quando tutto ti è contrario. Avere qualcuno che ti aiuta può essere la scintilla per la ripartenza. A me è capitato di andare a L’Aquila dopo il terremoto. La devastazione. La ricostruzione. Si percepisce il ricordo di quei giorni con paesaggi segnati da qualcosa che non dovrebbe succedere. Involontariamente devi subire delle conseguenze. Nonostante loro siano persone abituate a lavorare sul loro territorio per tirarsi su quel pezzo di storia. Non è facile ripartire, ma ci riusciranno.

Le sue origini da un piccolo centro le hanno fatto vivere di più la devastazione di piccoli comuni?
È ancora più difficile, mentre i giovani d’oggi sono abituati a cambiare, noi siamo cresciuto con quella visione lì, quell’attaccamento lì.

Appello finale?
Una partita di calcio contro una squadra di livello. Tutti insieme per un principio nobile, per un aiuto nobilissimo.

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