Il Tornatora

Sorrentino: «Ora chiamatemi Ed Warner, il portiere di Holly e Benji. Da piccolo facevo il tifo per lui»

di Redazione

Corriere di Verona (M.Sorio) – Le parate sono come i figli, piezz ‘e core. «A volte, poi, quando c’è confidenza, l’avversario ti rende l’onore. A fine partita, dopo la Roma, mi sono scambiato la maglia con Florenzi, che conosco bene. Lui, la sua, me l’ha lanciata: “Toh, Jašin, para pure questa…”». Per Stefano Sorrentino, 38 anni, ripensare alle parate più belle col Chievo significa riavvolgere un nastro da 213 partite fra il 2008 e oggi. Quella su Schick, di piede, ciliegina sullo 0-0 imposto domenica alla Roma, sarebbe già da top ten: «Lì è uscito il mio lato un po’ folle. Palla deviata, ormai battuto, l’unica era quella mezza rovesciata. È andata bene e siamo tutti contenti per il punto».

Torniamo alla respinta su Schick: sul web gira un fotomontaggio dove l’accostano a un miracolo di Ed Warner, il portiere di Holly e Benji…
Il portiere pazzo scatenato, sì, da piccolo tifavo per lui. Dopo la Roma un giornalista mi ha detto che è stata una parata “da cartone animato”, quasi scusandosi. Ma per me è un onore, anzi.

Poi c’è l’utente Facebook che s’è lamentato sulla pagina della Gazzetta perché le parate di Sorrentino gli fanno perdere le schedine…
Mi ha fatto il calcolo, 5 partite in cui non ho fatto segnare i suoi attaccanti. L’ho invitato a Verona a vedere il Chievo: gli regalerò i guantoni.

Cose che succedono solo nel calcio-social…
Quando ho iniziato io c’erano le lettere scritte, vero. È anche un lato positivo. Dopo la gara col Toro di novembre mi ha scritto una mia ex compagna di classe: suo figlio, portiere del vivaio del Torino e mio fan, aveva avuto un incidente in motorino col papà. Così sono potuto andarlo a trovare in ospedale. Dal virtuale è nato un incontro reale. Dopodiché i social bisogna saperli usare: c’è tanto odio, penso a quei tifosi della Roma che in queste ore mi hanno minacciato di morte o augurato di tutto.

Torniamo al campo: 62 gare su 213 col Chievo chiuse con la porta inviolata, quasi il 30 per cento…
Da solo non avrei potuto fare nulla di tutto ciò. Divido sempre il merito con i compagni. E merito anche al Chievo, che si vuole tutelare con giocatori di esperienza soprattutto nei ruoli della difesa, senza mai azzardare scommesse.