«Zeman ha detto che fu mandato via per questioni politiche? Io ricordo che mio padre scelse Capello facendo un discorso diverso». Un solco nel passato della Roma, riaperto dal boemo e su cui ieri è tornata l’ex presidente Rosella Sensi. Un passato che ritorna e non se ne va via, almeno nelle illusioni. Come quel famoso caffè del 7 luglio 2004, quello del disgelo tra Roma e Juve, quando Rosella incontrò Giraudo in Campidoglio, invitata da Veltroni. «Non si può rifiutare un caffè con il sindaco». Da quel caffè la Roma tornò a «dialogare» con i poteri forti di allora. Baldini si dimise pochi mesi dopo, Zeman non riuscì a tornare, anche quando tutto sembrava fatto. «Ma oggi del suo ritorno, da tifosa, sono felicissima», glissa Rosella.

Totti presidente «Posso fare una piccola polemica? — continua la Sensi — La pazienza che si ha ora con questa Roma a me non è mai stata concessa, neanche per un’ora. Sono stati fatti degli errori, ma anche cose buone, come i secondi posti dietro a un’Inter galattica». Quell’Inter che neanche Totti riuscì a mettere k.o. «Lui può giocare ovunque, io gli chiedevo di farlo anche da infortunato. Francesco presidente? Perché no, è un emblema, il simbolo di un calcio che non c’è più». Proprio come quel 22 luglio 1927 che a lungo è stata la data di nascita della Roma. Documenti anticipano la prima riunione tra Alba, Fortitudo e Roman al 7 giugno, la Roma nacque lì. «Carte che non ho mai visto, per me la festa resta a luglio».

Mercato Intanto la Roma lavora per la campagna acquisti. Difensori sul taccuino giallorosso sono Boenisch esterno sinistro del Werder Brema e della Polonia, il laterale destro della Rep. Ceca Gebre Selassie e il francese Ciani Bordeaux. A centrocampo il russo Dzagoev e Sanchez Valenciennes. Ieri Sabatini era a Milano per parlare di Destro col Genoa e piazzare alcuni giocatori, poi si punterà a riportare a casa Florenzi. Il Crotone vuole 2 milioni, cifra che può scendere di un po’ includendo Pettinari.
Gazzetta dello Sport – Andrea Pugliese