La convivenza prosegue. E fra le due «anime» che si dividono la proprietà della Roma, c’è piena unità d’intenti e di obiettivi per il futuro. E’ quanto Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, ha sottolineato ieri, a margine di un incontro svoltosi a Monaco di Baviera, nel quale il gruppo bancario ha annunciato il prolungamento della sua sponsorizzazione per della Champions League per altri tre edizioni (fino al 2015) e altre iniziative legate alla competizione. «Il nostro rapporto con il gruppo statunitense è più che buono, anzi ottimo. E come soci siamo pienamente soddisfatti di quanto sta facendo per la Roma. I programmi d’investimento, stabiliti dal piano industriale, continueranno» , ha affermato Ghizzoni.

E’ quindi la conferma di quanto avvenuto lunedì al termine del CdA giallorosso con l’approvazione dei conti trimestrali e l’avvio per un primo aumento di capitale (50 milioni di euro) destinato a coprire gran parte del passivo. Pur sottolineando di non essere impegnato direttamente nella gestione societaria della Roma (per quanto concerne la banca), il CEO è sempre aggiornato sull’evoluzione del «matrimonio» con la cordata Usa: «Si è detto della possibilità di cedere le nostre quote. Lo faremo solamente quanto avremo individuato dei soggetti che possano entrare nella Roma proseguendo il nostro lavoro, ma soprattutto possano assicurare una solidità d’investimenti al club. Il nostro obiettivo è quello di vendere e non di svendere la nostra partecipazione».

A tal proposito ieri Franco Baldini è tornato in Italia dal suo viaggio in America, dove insieme a James Pallotta ha stabilito il nuovo piano aziendale-sportivo che prevede la ricerca di nuovi investitori anche per le quote statunitensi (i soci Ruane e D’Amore sembrano intenzionati a farsi da parte). A settembre invece, ci potrebbero essere novità per la carica di presidente, per la quale la posizione di DiBenedetto non sembra più così salda.

STRATEGIE – Per poter vendere delle quote, la Roma deve risultare appetibile: «Per fare ciò bisogna partire soprattutto dal rafforzamento della squadra. Solo così il “marchio” Roma può accrescere il suo valore sul mercato», ha puntualizzato Ghizzoni. Ecco, proprio parlando di «brand» ci sono in atto delle iniziative da parte dei soci americani… «Che hanno il nostro pieno appoggio – interrompe il dirigente – il “brand” Roma vuol dire Italia ma soprattutto made in Italy. Da questo punto di vista ci sono ancora tante potenzialità da sfruttare. Intanto, rispetto alla passata stagione, c’è stato un incremento del merchandising. Un risultato piccolo, ma significativo» . E’ chiaro che non si può non passare da una Roma che dia anche buoni risultati sportivi: «Solo con una squadra forte, capace di competere ad alti livelli, possono migliorare l’immagine e la vendibilità del marchio. Servono quindi gli investimenti, che gli americani hanno assicurato ai quali noi daremo il nostro appoggio finanziario. E’ un piano a medio-termine, che siamo sicuri potrà dare dei risultati». Il tempo giudicherà.

Corriere dello Sport  – F. Ufficiale