Roma a perdifiato. Ma per Nainggolan è divieto di sosta

La Gazzetta dello Sport (D.Stoppini) – Tremilaseicentodieci diviso quarantacinque si fa fatica pure a scriverlo. Fa ottanta (minuti) e spicci e vuol dire che Radja Nainggolan le gioca tutte e tutte finché fiato non ci separi. Piccolo manuale d’avvicinamento a questo Bologna-Roma: quello in mezzo al campo con la cresta è il calciatore che in Italia nella stagione – ovvero tra campionato e coppe – ha giocato più minuti di tutti, 3.610 appunto, portieri compresi. Proprio un portiere, Pepe Reina del Napoli, è il secondo di questa classifica maratona, con 10 minuti di ritardo dalla vetta. Quarantacinque presenze su 46 gare, Radja il «guerriero» – così l’ha chiamato Spalletti – è l’uomo col divieto di sosta incorporato. Non c’è Roma senza il belga, che però nell’ultimo mese e mezzo ha avuto problemi alle gomme: il motore è ok, è l’usura degli pneumatici il guaio. S’è fermato a Nainggolandia, quella notte di San Siro che fece urlare a buona parte degli intenditori d’Italia – a Walter Sabatini no, lui lo andava dicendo da un po’ – che «sì, Radja è il centrocampista più forte d’Europa».

MAI COSÌ – Guerriero buono, i tackle come marchio di fabbrica: cerca il pallone, Nainggolan, la faccia cattiva è figlia forse dei tatuaggi e delle liti «social» ma il curriculum racconta di due soli cartellini gialli fin qui in campionato. Lo immortalano nei video, qualcuno lo immagina pure protagonista di chissà quali risse notturne, voci figlie di quel clima post derby che non abbandona mai la città di Roma. E che sui social ha messo Nainggolan in prima fila, dopo l’eliminazione subita dalla Lazio, preso in giro dai tifosi biancocelesti per le sue doti rivedibili di indovino, avendo pronosticato senza successo vittorie giallorosse. Conta il giusto, Nainggolan è abituato. Non è abituato neppure lui, invece, alla spremuta di fiato a cui l’ha sottoposto Luciano Spalletti e la Roma tutta in questa stagione. Mai il belga in carriera aveva giocato così tanto. Per rendere meglio l’idea: ha già messo sulle gambe più minuti di tutto il 2015-16, quando tra campionato e coppe si fermò a 3.525. Solo una volta, a fine stagione, il dato è stato superiore rispetto all’attuale: 3.714 minuti nel 2014-15. A conti fatti entro Pasqua, tra Bologna e Atalanta, Nainggolan avrà già fatto di più di sempre.

A PIENI GIRI – Ci sarebbe da fermarsi con la lingua di fuori ma non è tempo, non è il momento. E pazienza se proprio adesso il c.t. Roberto Martinez s’è ravveduto, mettendo Radja al centro del Belgio riempiendolo così di altre fatiche. Resta il dubbio del perché, se le gomme da qualche settimana mostrano i segni dell’usura, Spalletti non abbia deciso di risparmiargli qualche giro di pista, nell’ultima mezz’ora con l’Empoli e simili. E resta pure la consolazione da qui in avanti di un mini campionato da otto partite, una a settimana, senza più lo straccio di un doppio impegno. Ma un impegno triplo, quello sì, per provare a inseguire la Juventus. Quello sì varrebbe lo sforzo di aggiungere altri 720 minuti ai 3.610 già corsi qua e là.

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