Emergenza totale? Forse no, pensando a De Rossi ed Osvaldo. In un momento in cui in casa Roma gli umori sono più cupi che mai, meglio guardare il bicchiere mezzo pieno. Che, poi, vuol dire semplicemente riaccogliere a braccia aperte Daniele e Pablo. Son mancati eccome, entrambi. E con loro Luis Enrique prova a rimettere sulla retta via una squadra che sbanca ancora troppo. A volte, anche paurosamente, come si è visto lunedì sera a Siena.

Difesa Sia a Catania con Gago, sia a Siena con Viviani si è notato una volta di più come questa squadra non possa fare a meno di De Rossi come regista. Gago che per la sfida di domenica contro il Parma sembra recuperato non ha le stesse coperture difensive di Daniele, Viviani è ancora troppo acerbo per andare a giocare in una posizione così importante. Ed allora Luis Enrique si coccola il rientro di De Rossi, anche se non è detto che Daniele giochi proprio lì. Kjaer, infatti, è squalificato e Juan che ha subito un colpo all’anca, con interessamento dei muscoli adduttori ancora non è certo che riesca a recuperare per domenica. Nel caso di un forfait del brasiliano, De Rossi arretrerà come centrale difensivo e Gago tornerà a giostrare da regista. Non proprio con la stessa efficacia di Daniele, ma tant’è.

Crocifisso Quello che davvero preoccupa più di tutti, però, è la situazione di Simon Kjaer. Anche a Siena è sembrato la vecchia anzi, vecchissima copia del bel giocatore ammirato a Palermo due anni fa. E tra blog, siti e radio, è finito nella centrifuga del tifo giallorosso. «Via», «Indecente», «Cacciatelo» sono tra gli epiteti anche meno offensivi che la gente ha rifilato al difensore danese. «Ma il danese va lasciato tranquillo — ha detto ieri Aldair, un ex monumento della difesa giallorossa — Quando un difensore, peraltro giovane come è Kjaer, sbaglia così tanto, le critiche non aiutano. In questi casi nella testa di un difensore scattano tante cose, molte preoccupazioni. E poi non ti riesce più nulla, proprio come nel suo caso». Se stia scattando o no qualcosa nella testa di Kjaer, non lo sappiamo. Di certo, le sue prestazioni sono giunte al punto di non ritorno.

Bentornato Intanto, però, c’è un’altra bella notizia ed è il ritorno al calcio giocato di Osvaldo, che a Siena è tornato in squadra dopo 40 giorni di stop. Luis Enrique si affiderà anche a lui per battere il Parma, che l’italoargentino ha già punito all’andata ed a cui aveva già segnato con la maglia della Fiorentina. Il rientro di Osvaldo è importante soprattutto perché è uno di quei giocatori capaci di dare in campo una carica agonistica differente, cosa che anche a Siena è sembrata mancare. E poi, considerando che con il cartellino giallo preso in terra toscana, Francesco Totti è entrato in diffida e che nel lungo mirino del capitano c’è il derby del prossimo 4 marzo, sempre meglio avere una soluzione in più. Soprattutto se poi questa soluzione si chiama Osvaldo, il goleador della squadra.
Gazzetta dello Sport – Andrea Pugliese