Corriere dello Sport (R.Maida) – Un acquisto fatto in casa. E pronto, anche: «Sì, sto bene. La spalla ormai è a posto». Kostas Manolas esce a passo svelto in compagnia di Alisson dal Gillette Stadium, dopo aver osservato i compagni tenere testa alla Juventus. Non ha potuto giocare ma, come ha osservato Di Francesco, «già dalla ripresa degli allenamenti sarà con noi in gruppo». Ma la cosa più importante è che Manolas sarà quasi sicuramente nella formazione titolare che comincerà il campionato, il 20 agosto a Bergamo.

CHI SI MUOVE – E’ lui a dirlo, con naturalezza, con le mani in tasca, proprio mentre l’ex compagno Pjanic dialoga fitto con Pallotta e regala la maglia al presidente. Pjanic ha scelto la Juventus, Manolas ha scelto la Roma: «Io resto qui. Sicuro». A prescindere dalla situazione contrattuale che in qualche modo verrà sistemata. Lo ha lasciato intendere Monchi nella conferenza stampa bostoniana: «Del contratto non posso dire nulla, non so cosa avverrà. Ma io rimango» ripete Manolas.

LA DECISIONE – Manolas non è uno che dice le cose a vanvera. Anzi, parla pochissimo in pubblico. Se esce allo scoperto, se si espone davanti al tribunale mediatico dei tifosi, è perché la situazione si è delineata. Del resto ha dimostrato con i fatti, mandando a monte un trasferimento già definito allo Zenit che gli avrebbe garantito un mucchio di soldi in più, la sua voglia di Roma. E forse non è casuale che proprio a Boston, proprio contro la Juventus che era una delle possibili destinazioni, Di Francesco abbia dato gli stessi segnali: «Noi vogliamo che Manolas rimanga e Manolas vuole restare». Appunto.

TRATTATIVE – Il giocatore si è confrontato con Pallotta, sia in occasione dell’ultima partita di campionato in cui era scoppiato a piangere durante la cerimonia dell’addio di Totti, sia durante la tournée americana che si è conclusa ieri. La sua idea è chiara, lavorare con impegno e disponibilità per meritarsi il prolungamento contrattuale. Monchi ha ripreso i contatti con il manager e sta già preparando la penna per il quarto rinnovo in poche settimane dopo De Rossi, Strootman e Nainggolan. Manolas, che va in scadenza nel 2019, potrebbe firmare fino al 2022 a una cifra di circa 2,5 milioni netti più i bonus. Molto meno di quanto gli avevano promesso in Russia, ma un sensibile aumento rispetto agli emolumenti attuali (1,8) che sono inferiori a quelli di una riserva difensiva come Juan Jesus (2,2).

LINEA – La società è stata costretta a cambiare rotta, vendendo Rudiger e non Manolas, ma a questo punto vuole legittimamente tutelare i suoi interessi economici e il suo patrimonio tecnico. Se non arriverà un’offerta superiore a 30 milioni – e dopo lo Zenit non ne sono arrivate – non sarebbe conveniente togliere a Di Francesco il difensore più forte, che poi con i tempi che corrono andrebbe sostituito con un giocatore di costi simili se non superiori. Al tempo stesso però la Roma non può correre il rischio di trovarsi tra un anno con un limitato potere contrattuale. E allora, superate le tensioni italo-russe, si tratta. Per il bene di tutti.