Roma, Florenzi e il super gol al Barcellona: “Mi sono detto: sai che c’è? Io ci provo…”. Nainggolan si scusa con Rafinha, Szczesny fuori almeno un mese

di Redazione

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Repubblica.it (M.Pinci) – Per restare l’unica big italiana imbattuta contro il Barcellona, serviva qualcosa di speciale. Ad apparecchiare la tavola per una serata indimenticabile ci ha pensato Alessandro Florenzi, prendendosi un pezzo di storia di questa Champions League, con quell’arcobaleno disegnato nel cielo dell’Olimpico: “Volevo darla a Dzeko, poi ho deciso di provarci“. Intanto Szczesny rischia di star fuori almeno un mese: escluse fratture, ma resta un impegno distrattivo capsulo-legamentoso all’anulare della mano sinistra.

“IL PORTIERE ERA FUORI, HO DECISO DI PROVARCI” – L’istantanea più indicativa della magia di Florenzi sono le sue mani sul viso dopo il gol. Una conclusione da 55,5 metri, centimetro più, centimetro meno: “Sto iniziando a capire di aver segnato uno dei gol più belli di sempre“. Il ragazzo di Vitinia, che il terzino aveva iniziato a farlo quasi per caso a Crotone, s’è preso l’Europa. “Quando l’ho visto non potevo crederci, uno dei gol più belli che abbia mai subito“, ha commentato Piqué. Anche Florenzi ha faticato a crederci a lungo: “Gli applausi? All’inizio pensavo fossero solo perché ci avevo provato…“. Invece no, la palla è entrata. Talento o fortuna? Il terzino la racconta così: “L’idea iniziale era di darla a Dzeko, e avevo rivisto tra me e me il gol che aveva fatto in amichevole col Siviglia. Poi lo hanno chiuso e il portiere ha fatto un passo in avanti, allora ho pensato: ‘Ci provo, al limite ci va in fallo di fondo e ci riposizioniamo’. Ma quando ho visto Ter Stegen correre ho capito che poteva andare bene“. Benissimo, a dire il vero. Soprattutto perché alla Roma ha dato la consapevolezza di aver acquisito una dimensione europea: “Ci stiamo abituando a certe partite, anche nella consapevolezza di come affrontarle. Siamo una buona squadra, possiamo confrontarci con i grandi, anche se non possiamo paragonarci al Barcellona o al Bayern“.

FLORENZI COME FERRARI E BEGOVIC – Per De Rossi Florenzi può diventare uno dei più forti terzini al mondo (“L’ho ringraziato e gli ho offerto il caffè“, di sicuro è iscritto al club dei gol impossibili. Nel ’69 proprio all’Olimpico contro la Roma, tale Enzo Ferrari, difensore del Palermo, realizzò il gol dalla maggiore distanza della storia della nostra serie A: 77 metri. Più recentemente la calciatrice Carli Lloyd realizzò nella finale della Coppa del Mondo femminile una rete da circa 55 metri sorprendendo la giapponese Kaihori. Il record appartiene però a un bosniaco: né Dzeko, né Pjanic, ma il portiere Begovic, che nel 2013 realizzò con lo Stoke segnando con un rinvio da 87 metri. Un record sfiorato lo scorso anno da Stoppelkamp del Paderborn, capace di segnare da 81 metri (ma il portiere era nell’area opposta). Insomma, Florenzi la prossima volta potrebbe persino fare di meglio.

SZCZESNY FUORI ALMENO UN MESE – La lastra aveva escluso lesioni già ieri notte. I nuovi accertamenti svolti alla clinica Mater dei, però, fanno temere uno stop non brevissimo. Wojciech Szczesny rischia di restare fuori tra le 4 e le 6 settimane: impegno distrattivo capsulo-legamentoso all’anulare della mano sinistra, questo il referto degli esami svolti in mattinata dal portiere dopo il pestone alla mano ricevuto dal perfido Suarez durante il match col Barça. Salterà certamente le gare con Sassuolo, Sampdoria, Carpi, Bate Borisov, Palermo e Empoli: ideale sarebbe tornare il 20 ottobre contro il Leverkusen in Champions, al più tardi però il rientro dovrebbe scivolare al big match di San Siro il 31 ottobre contro l’Inter di Mancini. Peggio è andata però al centrocampista del Barça Rafinha: “Rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro“. Nainggolan, autore del fallo, si è scusato con lui su twitter: “Sono dispiaciuto per la brutta notizia, non era mia intenzione farti male. Spero di rivederti presto in campo“.