CORRIERE DELLO SPORT (Jacopo Aliprandi) – Il vento sta cambiando. E chi si aspettava musi lunghi, non conosce abbastanza la tempra di Gasperini. “Animo, animo!”, ha gridato nel postJuve. Perché la Roma c’è, eccome. Nel girone d’andata i giallorossi avevano perso tutti gli scontri diretti per la zona Champions. Nel ritorno, invece, avrebbero meritato di vincerne almeno due su tre. E contro Milan, Napoli e Juventus sono arrivati tre pareggi dal sapore amaro. Il dato che però fa rumore sono i sei gol subiti in tre partite, quasi la metà di quelli incassati in tutto il campionato. Ma i pareggi, in una corsa così feroce, pesano come macigni. E c’è un altro rischio: con gli scontri diretti sfavorevoli dell’andata, anche un arrivo a pari punti potrebbe non bastare.

Il salto di qualità, tuttavia, è sotto gli occhi di tutti. Tecnico, mentale, caratteriale. La Roma 2026 vive tra estasi e tormento, tra calcio brillante e finali da brivido, ma ha finalmente trovato una dimensione da grande. Il pubblico si diverte grazie a un gioco corale e offensivo. Le svolte tattiche hanno dato nuova linfa: difesa a quattro, Cristante avanzato sulla trequarti, equilibrio più dinamico. E poi un centravanti che non solo segna, ma fa segnare: sei gol nelle ultime sette gare e una squadra che viaggia a ritmi alti con addirittura 10 reti nelle ultime quattro partite. I giovani – Wesley, Pisilli, Ghilardi – spingono forte.

Ma per trasformare le buone sensazioni in risultati servono passi avanti concreti. Gli errori sotto porta pesano. Le rimonte subite, prima con i partenopei e poi con i bianconeri, raccontano una difficoltà evidente nella gestione dei finali. Le ultime palle, la pressione, i minuti caldi: è lì che la Roma deve crescere. E poi l’infermeria. L’emergenza offensiva continua, con quattro attaccanti ancora fuori e altri stop che impediscono al tecnico di schierare l’undici ideale. Un ostacolo non da poco nella fase decisiva della stagione. Ora serve mantenere il quarto posto e, soprattutto, conquistare quella vittoria negli scontri diretti che ancora manca. Il viaggio è appena entrato nel momento più caldo.