Raggi: “Sono furiosa ma vado avanti. L’inchiesta non riguarda gli atti amministrativi relativi allo Stadio della Roma”

Virginia Raggi, sindaco di Roma, ha rilasciato un’intervista al quotidiano Il Messaggero sulla vicenda legata all’arresto di Marcello De Vito e allo stadio della Roma. Queste le sue parole:

Sindaca, si aspettava questo coinvolgimento di De Vito, uno degli esponenti di punta di M5S, nell’inchiesta sullo stadio?
«Sono furiosa. Da due anni e mezzo stiamo riportando legalità e trasparenza nel governo di Roma per poi scoprire che qualcuno, invece di giocare in squadra con noi, pensava ai suoi interessi personali e non al bene della città».

Lei oggi ha sentito Luigi Di Maio. Cosa vi siete detti?
«Che il Movimento 5 Stelle ha gli anticorpi vivi e che a Roma bisogna andare avanti per portare a termine ciò che è stato iniziato nell’interesse dei cittadini. Sono sempre stata garante della legalità e continuerò ad esserlo».

Eppure, in due anni e mezzo, siete passati dal grido «Onestà, onestà», agli arresti per corruzione. Cosa rimane della diversità cinquestelle da voi sbandierata?
«Rispetto agli altri partiti, M5S ha reagito immediatamente con l’espulsione di De Vito, già poche ore dopo la notizia dell’arresto. Questa è la differenza. Chi sbaglia paga. Non c’è spazio per chi sfrutta la politica per perseguire interessi personali».

Ma, alla luce dei fatti, che fine fa il progetto stadio?
«Parlano le carte. Gli inquirenti hanno ribadito che l’inchiesta non riguarda gli atti amministrativi relativi allo stadio. Io ho fatto comunque avviare un’ulteriore indagine presso il Politecnico di Torino, un ente terzo, per verificare se si tratti di un progetto realmente utile alla città».

Ma come potete andare avanti con questo clima?
«A testa alta. E con la consapevolezza che non si devono mai abbassare le barriere nei confronti della corruzione. In questi anni c’è stato un continuo tentativo di infiltrazione da parte del vecchio sistema. Con il contributo determinante della magistratura siamo riusciti a respingere ogni attacco. Se c’è qualcuno che ha sbagliato, è giusto che paghi. Non faccio sconti».

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