Quella voglia matta di dirlo al mondo

La Repubblica (S. Bonvissuto) – I romanisti li amo, sono una specie unica al mondo, e il massimo lo danno quando gira una buona notizia e loro dovrebbero tenersi il segreto. Ma non ci riescono. Il tifoso giallorosso non riesce a tenere separate la vita personale e quella collettiva; il romanista vero è pubblico egli vive perennemente in curva. E in curva le cose si strillano, non si sussurrano.

Non esistono social network efficaci come un romanista che deve tenersi un segreto che riguarda la Roma. Ieri l’altro, di notte, mentre lavoravo, hanno cominciato ad arrivare messaggi, tutti dello stesso tenore, “abbello, ndo stai?“, “aò, tuttapposto?“, “ma ciai da fa?“. Non mi sono seccato, perché conosco la mia gente, e quei messaggi erano esattamente una specie di richiesta di aiuto, da parte di gente che era venuta a sapere qualcosa che avrebbe dovuto rimanere segreto.

Alla fine della serata ho chiesto delucidazioni e romanisti informati sono crollati subito ammettendo le loro responsabilità, come quando ti interroga un giudice: la Roma avrebbe prenotato l’Olimpico per la presentazione di un campione importantissimo. Un giocatore forte, portoghese, col numero 7: in due parole, Cristiano Ronaldo.

Ora a parte la gioia e la felicità immense che un nuovo arrivato porterebbe a Trigoria, l’unico vero freno ad un’operazione storica di questa portata, mi è parso essere il conseguente e necessario sacrificio di Zaniolo. Penso quindi che la Roma faccia bene a intraprendere la strada che porta al campionissimo portoghese, ma che non debba privarsi di uno dei suoi gioielli più splendidi. Le squadre si fanno comprando i campioni ma senza cedere quelli che abbiamo già in rosa. 

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