Il Tornatora

Stadio della Roma. L’ex proprietario di Tor di Valle: «Nessuna speculazione. Sulle cubature al Comune bastava una consulenza»

di Redazione

Corriere dello Sport – Gaetano Papalia, 61 anni, nato a Rieti, imprenditore, ex presidente e amministratore delegato della Holding “Ippodromi & Città”, è stato il proprietario dei terreni di Tor di Valle dove la Roma ha intenzione adesso di costruire il suo nuovo stadio. Dopo il preliminare di vendita siglato nel 2010, nel giugno del 2013 si è arrivati alla firma per la cessione dei terreni da parte della Sais SpA (società controllata da Papalia) al costruttore Luca Parnasi.

«L’idea dello stadio a Tor di Valle – ci tiene a spiegare Papalia risale al 2009. Ne discussi con la società Smart srl di Rosella Sensi. Parnasi nel 2010 sottoscrisse un preliminare di acquisto dell’area dove inizialmente progettò e sottopose alla XII Circoscrizione un insediamento residenziale. Fui io nel marzo 2012 a prendere l’iniziativa di proporre alla Cushman&Wakefield di valutare l’idoneità di Tor di Valle ai fini della localizzazione del nuovo stadio. Dopo l’indicazione della società di valutazione, Parnasi strinse l’accordo con Pallotta (dicembre 2012) e solo successivamente nacque l’idea del Parco a tema, necessario per coprire gli oneri di urbanizzazione. Il progetto Tor di Valle ha questa genesi, non nasce come operazione di speculazione».

Entra nei dettagli dell’accordo con Parnasi…
“Il prezzo complessivo è di 42 milioni ed è in corso di pagamento. Per me e per la mia famiglia, comunque, Tor di Valle era più che un ippodromo, era la casa. Negli ultimi 15 anni vi ho vissuto, abitando nella palazzina del recinto-scuderie. L’impossibilità economica di mantenere in buone condizioni un comprensorio così vasto ed articolato ha obbligato me e la mia famiglia a privarcene dopo oltre mezzo secolo. Ma sono felice che la nostra area sia stata scelta tra le 70 selezionate. Non capisco, però, perché così tanta avversione”.

L’eccesso di cubature?
“La legge sugli stadi regola la materia. Questione di numeri e non di opinioni. In tal senso per verificare la congruità della proposta progettuale sarebbe stato sufficiente che il Comune avesse commissionato il calcolo del break-even (cubatura aggiuntiva=copertura oneri di urbanizzazione) ad una primaria società di consulenza economico-finanziaria
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Discordanze nate anche sulla tipologia delle opere gratuitamente devolvibili…
Raggiungere un’intesa sugli interventi di pubblica fruizione non può essere obiettivamente così difficile”.

L’esistenza di rischi idrogeologici?
“L’Autorità del Bacino del Tevere li esclude e lo sanno bene tutti che il Fosso di Vallerano non insidia l’area di Tor di Valle, che non è stato solo un grande impianto sportivo, ma soprattutto un palcoscenico in cui per oltre mezzo secolo è andata in scena un pezzo di storia di Roma, che va rispettata evitando ogni tipo di speculazione sia intellettuale che materiale da parte di tutti i protagonisti, nessuno escluso”.