La Gazzetta dello Sport (A.Catapano) – Commissariato, indebolito o addirittura rafforzato. È evidente che da ieri, se mai qualcuno avesse avuto ancora dubbi, le sorti del nuovo stadio della Roma dipendono da quelle dell’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini. «Guastatore» del dossier Tor di Valle, mina vagante della Giunta Raggi, da ieri voce apertamente critica, diciamo così, dei primi sette mesi di amministrazione a cinque stelle.

CHI E’ PIU’ DEBOLE? Dopo che La Stampa, ieri, ha pubblicato quelle infelici esternazioni sulle relazioni e i comportamenti della sindaca, Berdini ha rassegnato le dimissioni, che sono state respinte dalla Raggi, ma «con riserva». Negli ambienti romanisti si confida che il primo argomento con cui sciogliere la riserva sia proprio il dossier stadio: cioè, l’assessore potrebbe vedersi costretto a pagare l’incidente di ieri con una resa sul progetto Tor di Valle, o almeno un riallineamento sulla posizione della parte di Giunta disponibile ad accettare una sforbiciata contenuta, intorno al 20%, delle cubature. Il guaio per la Roma e il costruttore Parnasi, però, è che un Berdini indebolito o, meglio, commissariato, non è l’unico scenario possibile. Anzi, è plausibile anche il suo contrario. C’è chi sussurra, infatti, che se Berdini, pronto a raccontare la sua verità in tv, è rimasto al suo posto perfino dopo quello che ha combinato, vuol dire che è intoccabile: o perché la sindaca è più debole di lui o perché non sarebbe conveniente mettere alla porta uno che in questi mesi ha messo le mani su tutti i dossier più delicati.

NON OLTRE MARTEDI’  Intanto, potrebbe essere indicativo in questo senso il rinvio di ventiquattro ore del tavolo tecnico che doveva insediarsi oggi. «Solo per esigenze tecniche», assicurano i soggetti proponenti, ma in attesa di sapere come regolarsi con la figura ingombrante di Berdini si continua a perdere tempo. L’impressione, comunque, è che questo pasticciaccio dello stadio prenderà una direzione definitiva, in un senso o nell’altro, martedì, quando è stato fissato il prossimo appuntamento politico con la Giunta, probabilmente l’ultimo: se la Raggi darà il via libera al progetto, seppure tagliato del 20% circa di cubature, si procederà a ritmi serrati per tagliare il traguardo del 3 marzo, scadenza della Conferenza di servizi in Regione. Se arriverà un no o un ni, non ci sarà più tempo per trovare strade alternative e salterà il tavolo. Per la gioia degli avvocati, che avranno parecchio lavoro.