Il Tornatora

Marra: “Condivido il progetto degli americani ma DiBenedetto ha un’eredità pesante”

di Redazione

Giuseppe Pasquale Marra, consigliere della Roma e cavaliere del lavoro, all’AdnKronos ha approfondito alcuni passaggi rilasciati nell‘intervista al Corriere della Sera: “Qui non si è trattato di essere favorevoli o meno agli americani. Qui si tratta di ringraziare chi si è fatto avanti e, impegnandosi in solido, ha investito sulla Roma. Tutti noi che amiamo questa squadra dobbiamo ringraziarli e far sentire il nostro tifo anche nei momenti critici. Ma, alla passione, non va mai disgiunto il cervello – spiega Marra – . Anche se il tifo, lo dice la parola stessa, è una malattia. Ma deve essere una malattia di crescita”. Il consigliere di amministrazione della Roma ha parlato anche dei nuovi dirigenti giallorossi: “Il presidente Thomas Richard DiBenedetto, Claudio Fenucci, Franco Baldini, Walter Sabatini e tutti i loro collaboratori avranno molti problemi complicati da affrontare. D’altronde, quando finisce un grande regno e ne nasce un altro, il nuovo Re ha un’eredità pesante di fare fronte. Cos’è la Roma per Roma e per l’Italia? È la squadra della capitale. Un simbolo nazionale. Sia pure calcistico. Mi verrebbe da chiedere: si può essere italiani senza essere romanisti?”.