Pinto, un anno fa l’arrivo a Roma: così ha cambiato (e rivoluzionato) Trigoria

gazzetta.it (C. Zucchelli) – Quando un anno fa Tiago Pinto arrivò a Roma, dovette affrontare il Covid, l’incidente di De Sanctis, il derby perso, l’eliminazione con sei cambi contro lo Spezia e la decisione di togliere la fascia a Dzeko. Non esattamente il più semplice degli inizi. Dodici mesi, due mercati (sta iniziando il terzo) e due allenatori dopo (il salto di qualità da Fonseca a Mourinho), il gm portoghese lavora in una Trigoria che sta completamente rivoluzionando.

Pinto ha ristrutturato lo scouting, ha modellato il settore giovanile lavorando molto  sui ragazzi in orbita prima squadra e ha ottenuto dalla proprietà la possibilità di rimettere le mani su tutti i campi. Un campo (il Testaccio) è in fase di rigenerazione, uno è in erba naturale simile a quello dell’Olimpico, gli altri sono molto più performanti (il B e lo stesso Testaccio). La palla scorre veloce, i giocatori, soprattutto quelli tecnici, si divertono, si sentono gratificati dalle giocate e il numero degli infortuni è calato sensibilmente rispetto ad un anno fa (circa il 30%). Il piano di lavoro, che comprende anche macchinari nuovi di ultima generazione, è biennale e comprende anche tutta una rivoluzione nell’area medica e nel reparto analyst.

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