Ieri, intanto, si sono riavvicinati alle posizioni di vertice la Roma e il Palermo.
Preziosissima la vittoria dei giallorossi nel diluvio di Novara, almeno per tre motivi: 1) ha allontanato i malumori che cominciavano a serpeggiare nell’ambiente all’indomani della doppia sconfitta con Genoa e Milan; 2) ha rilanciato la squadra di Luis Enrique in classifica, facendola rientrare nel gruppone formato da chi insegue le prime quattro; 3) soprattutto, è stata accompagnata nella ripresa da una manovra efficace, se non ancora spettacolare, impreziosita da alcune giocate deliziose (in particolare l’azione Pjanic-Bojan che ha portato al primo gol: bravissimi entrambi).

Luis Enrique continua a cambiare uomini e posizioni, tanto che ieri si sono visti Greco e Taddei titolari, De Rossi interno di centrocampo anziché centrale, Lamela attaccante al fianco di Osvaldo. Ha funzionato quasi tutto, a parte certe evidenti sbavature difensive che hanno rischiato di compromettere quanto di buono la squadra stava cercando di combinare in avanti.
Piace sempre di più Pjanic, di cui conoscevamo le qualità ma che le sta confermando anche nel nostro difficile campionato; ha lampi da campione Lamela, che inevitabilmente manca di continuità. Osvaldo segna a raffica, e questo è fondamentale, però l’uomo decisivo a Novara è stato certamente Bojan, il cui ingresso ha cambiato la partita. Ma siamo sicuri che, con quel fisico subito scattante, lo spagnolo non incida di più quando entra a partita in corso? E’ un argomento su cui rifletterà Luis Enrique, in attesa di un Lecce da affrontare, tra due settimane, con tanta tranquillità in più e, forse, anche con Totti. (…)

Corriere dello Sport – Stefano Agresti