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Nona stagione alla Roma. Fedelissimo, affidabile… Ri-Lobont!

di Redazione

Corriere dello Sport (R.Maida) – Il tempo passa ma lui no. Scorrono le porte e i loro guardiani però a un professionista così fedele la Roma non rinuncia mai. Ha attraversato due società, un faticoso closing, un via vai incontrollabile di giocatori, sponsor e dirigenti senza mai perdere la sua posizione. Da stamattina, Bogdan Lobont comincia la sua nona stagione a Trigoria: potrebbe essere l’ultima da calciatore, visto che il contratto è in scadenza (250.000 euro netti) e nel 2018 gli anni saranno 40, eppure vedrete che il direttore Baldissoni gli proporrà di rimanere in un’altra veste.

INTOCCABILE – Lobont è un rumeno de Roma. Ha scelto la squadra e la città come destino definitivo, accettando un ruolo di vice (poi di vice del vice) quando ancora frequentava la sua nazionale con ambizioni di protagonista. E poco importa che la sua ultima partita risalga a 4 anni fa e sia tristemente significativa (finale di Coppa Italia, 26 maggio). Ha conquistato anche la nuova dirigenza con il suo comportamento inappuntabile e la sua disponibilità verso i compagni più giovani: oltre a essere un terzo portiere, Lobont è un referente di fiducia all’interno dello spogliatoio e un ottimo consulente per i portieri, che da lui accettano volentieri suggerimenti per migliorare.

ALTERNANZA – Non è mai stato il titolare fisso della Roma, nonostante un buon curriculum, ma ha resistito a tutte le ondate secessionistiche. Quando arrivò, nell’ultimo giorno di un mercato poverissimo nel quale si era infilata la Roma di Rosella Sensi, doveva essere un valido concorrente per il brasiliano Doni, con il collega Julio Sergio etichettato da Spalletti «miglior terzo del mondo». A Trigoria ha poi lavorato con un altro brasiliano, Artur, oggi portiere della rinata Chapecoense, con l’eterno giovinetto Curci, disoccupato a 32 anni dopo due stagioni da vice in Bundesliga nel Magonza, ma soprattutto con Stekelenburg, del quale ha preso per un po’ il posto durante la sciagurata stagione 2012/13 partita con Zeman e finita con Andreazzoli. Stekelenburg tutto sommato si difende ancora, all’Everton.

SERENITA Di altri portieri passati per la Roma si sono perse le tracce. Pensate allo spaurito uruguayano Goicoechea, per esempio: condannato da una papera memorabile contro il Cagliari, oggi fa il secondo in Francia (Tolosa). Meglio è andata a Morgan De Sanctis, miglior portiere degli ultimi trent’anni per media-reti al passivo, che ha vinto il campionato da vice al Monaco ed oggi rientra a Trigoria da club manager. Il resto, come il futuro di Szczesny che lascia la Roma a malincuore, è da scrivere. Ma con una sicurezza: Lobont ci sarà ancora, con il suo sorriso disincantato. Dopo De Rossi, perso Totti, è il più anziano calciatore della squadra per militanza.