Il Tornatora

Nel 2016 Inter e Roma riducono le perdite

di Redazione

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Il Sole 24 Ore (M.Bellinazzo) – Roma e lnter vincono la partita con la Uefa. Almeno il primo tempo. I bilanci al 30 giugno 2016, approvati ieri dalle rispettive assemblee, per quanto ancora in zona negativa, dovrebbero essere in linea con le sanzioni del fair play finanziario “patteggiate” nel maggio 2015.Nelle prossime settimane, infatti, gli uffici contabili di Nyon analizzeranno i rendiconti per verificarne la rispondenza ai parametri Uefa. Al riguardo, ieri, sia il ceo nerazzurro Michael Bolingbroke, sia il nuovo ad della Roma Umberto Gandini, si sono detti ottimisti.

INTER Dopo i pesanti passivi del biennio 2013-2015 (con un rosso totale intorno ai 250 milioni), il primo bilancio dell’era cinese (anche se la nuova proprietà Suning è subentrata solo a fine giugno) va in archivio con una perdita del consolidato di “soli” 59,6 milioni. In base al settlement agreement stipulato con la Uefa l’Inter avrebbe dovuto far registrare un passivo di 30 milioni. Risultato a cui dovrebbe giungersi eliminando dai costi del bilancio quelli ritenuti “virtuosi” dal Ffp (in particolare, spese per i vivai e per le infrastrutture). Nel 2017 l’Inter dovrà poi arrivare al pareggio, il fatturato 2016 sale da 198 a 241,4 milioni conteggiando anche plusvalenze da cessione di giocatori. I costi di produzione fanno registrare un decremento (-18% da 316,6 a 260,2 milioni) dovuto anche alla scelta di caricare sul bilancio 2014/15 una quota di accantonamenti e oneri legati a rapporti con personale non più funzionale alla squadra La fetta più consistente di entrate è alla voce diritti tv con 79 milioni (contro 71,6): la crescita di 7,3 milioni di quelli derivanti dal campionato italiano ha compensato l’assenza da manifestazioni Uefa (che avevano assicurato 6 milioni l’anno prima). Sponsorizzazioni e partnership commerciali sono salite da 28,6 a 32,3 milioni. C’è anche un bonus da 4 milioni riconosciuto da Pirelli al momento della firma del rinnovo fino al 2019. I ricavi da gare sono passati da 21,4 a 26,2 milioni (18,5%) grazie al maggior riempimento di San Siro con una media spettatori di 45.538 (22,2%) e a ricavi per 4,2 dall’attività di tournée e amichevoli. Un molo importante hanno avuto le plusvalenze (34 milioni): le più consistenti sono state quelle derivanti dalle cessioni di Kovacic al Real Madrid (21,3 milioni) e Guarin allo Shanghai Shenhua (8,7). Gli stipendi del personale pesano per 124,2 milioni (99,6 per i tesserati con un lieve incremento rispetto al 2015). Un aumento dovuto all’acquisto di calciatori di elevato profilo. Pur avendo fallito l’accesso alla Champions, l’Inter ha pagato 5,1 milioni di premi a rendimento e 34 per diritti di immagine. Gli ammortamenti dei cartellini sono scesi da 59,8 a 38,9 milioni. Gli oneri finanziari hanno pesato per 28 milioni. I debiti ammontano a 488,7 milioni. Quelli verso soci sono scesi da 108 a 40 riferiti alla prima tranche di versamenti della nuova proprietà che dopo il 30 giugno ha effettuato un prestito per 140 milioni (con interessi al 7,7%). Risorse impiegate per rimborsare Thohir e altri debiti per factoring e finanziare la campagna estiva 2016. ll club è ora in fase di trattativa per stipulare un nuovo mutuo da 300 milioni per liquidare il debito con Goldman Sachs, sceso da 230 a 217.

ROMA La Roma ha registrato una perdita di 13,9 milioni contro i 41,1 della stagione precedente. La prescrizione Uefa per i giallorossi era di sommare tra 2015 e 2016 un deficit massimo di 30 milioni. Anche in questo caso con gli aggiustamenti l’obiettivo dovrebbe essere stato ottenuto. Anche grazie alla cessione di Pjanic alla Juventus avvenuta a fine giugno e contabilizzata già nei conti 2016 con una plusvalenza di 28,2 milioni. II patrimonio netto consolidato è risultato negativo per 117 milioni. La Neep Roma Holding che fa capo al presidente James Pallotta (che possiede il 79,04% delle azioni) ha versato 57,2 milioni in conto futuro aumento di capitale per far fronte al fabbisogno del club. Eppure la As Roma nel 2016 ha accumulato un fatturato consolidato record: il giro d’affari grazie ai 77 milioni incassati per la Champions è aumentato a 219,4 milioni. I proventi tv legati alla Serie A e alla Tim Cup sono stati pari a 73 milioni (63,7 milioni nel 2014/15). La quota parte del market pool riconosciuta per la partecipazione alla Champions è stata di 48 milioni. I ricavi da gare sono saliti a 52 milioni, incluso il participation bonus della Champions per 12 milioni, il performance bonus per 8,5 milioni e i ricavi da biglietteria per 8,5 milioni. I ricavi della sponsorizzazione Nike (non avendo la As Roma un main sponsor) ammontano a 5 milioni. I proventi pubblicitari (che includono i pacchetti “Premium Seats” dello Stadio Olimpico) sono saliti a 10,6 milioni. Le attività commerciali di Merchandising e Licensing hanno prodotto 5,4 milioni. Il costo del personale però ammonta a 155 milioni. Gli ingaggi del personale tesserato sono saliti da 125,5 a 142 milioni. A questi vanno aggiunti ammortamenti per 464 milioni (364 nel 2015). I costi operativi al netto di questi ultimi sono pari a 217 milioni (196 nel 2015). L’indebitamento finanziario netto è aumentato a 192,8 milioni.