La Nazione (L.Guazzoni) – Sarà anche il primo aprile ma Vincenzo Montella non proprio è in vena di burle. Troppa carne al fuoco da non bruciare in un momento così delicato della stagione. Guarda fisso all’orizzonte senza però perdere di vista il quotidiano: mira all’Europa «per dare un senso alla stagione», ragiona «senza però alcuna curiosità» sul closingnon conosco i probabili nuovi proprietari, ma so come la pensano quelli attuali») e soprattutto manda più di un piccolo messaggio sul suo futuroquando e se arriveranno ci metteremo seduti e capiremo cosa vuole l’uno dall’altro. Le cose si fanno in due»). La sua situazione contrattuale è la stessa di Donnarumma e De Sciglio: nodi da sciogliere al più presto per la dirigenza che verrà anche per fare intendere subito le proprie intenzioni. Con la panchina di Spalletti pronta a liberarsi infatti Montella pare essere sul taccuino di Monchi: e così si sente quasi in dovere di spegnere le voci.

«Altre offerte? Ora non c’è né tempo né spazio né modo, in questo momento contano la partita di Pescara e l’obiettivo Europa». Certo è che a Montella piacerebbe restare al Milan ma è altrettanto certo che vorrebbe una situazione più stabile di quella vissuta in questa stagione: aspetta così di ascoltare il progetto del nuovo amministratore delegato Marco Fassone e del nuovo direttore sportivo Massimiliano Mirabelli (ieri il futuro ds al Mapei Stadium ad osservare Pellegrini e Keita) e conoscere le capacità finanziarie di Yonghong Li prima di prendere una decisione. «Siamo ad aprile c’è tutto il tempo per pianificare la prossima stagione». Molte grandi squadre si sono però già mosse su potenziali obiettivi rossoneri: Rudy è stato preso dal Bayern Monaco, Dahoud è finito al Borussia Dortmund e il Barcellona medita di esercitare la prelazione su Deulofeu, rinato durante il prestito al Milan tanto da tornare in nazionale. «Gerard ha una storia particolare a livello contrattuale, la sua conferma non dipende da me. Nella scelta dei giocatori serve una valutazione generale, fra possibilità economiche e ambizioni della società. Bisogna conoscere il tipo di mercato e di calcio che si vuole fare e non lo conosco».

Durante la sosta, Negli allenamenti (preparati sorseggiando mate, l’infuso preferito dei sudamericani che gli «toglie un po’ di appetito») Montella ha provato Lapadula («L’ho visto molto sereno, le valutazioni vengono fatte seguendo tantissime componenti, ma non l’aspetto emotivo») ma alla fine dovrebbe optare per Bacca titolare al centro del tridente. L’unico ballottaggio riguarda il centrocampo: Pasalic è favorito su Kucka per una maglia dall’inizio, ma Montella fa un po’ di pretattica non volendo concedere alcun vantaggio a ZemanHo più di un dubbio: magari i giornalisti sbaglieranno formazione»). «Quando abbiamo pensato che la partita fosse facile abbiamo fatto pessimi risultati – ha sottolineato il tecnico rossonero -. È un impegno pericoloso, le squadre di Zeman sono difficili da contrastare e noi da qui alla fine possiamo sbagliare poco per tornare in Europa. Noi non ci accontentiamo. È una stagione positiva per tanti aspetti, ma dobbiamo dargli un senso con il raggiungimento del nostro obiettivo». A partire da oggi, regalando a Berlusconi una vittoria per la sua ultima trasferta da proprietario del Milan.