CORRIERE DELLA SERA (Davide Stoppini) – Per la prima volta con la Roma Malen si trova davanti un periodo di partite ravvicinate: da qui al Lecce, cinque gare in 15 giorni esatti. Che sono tante per tutti, anche per il giocatore che è diventato insostituibile un minuto dopo aver messo piede a Trigoria. Un tour de force che non vedrà protagonista Dovbyk e neppure Ferguson: assai probabile, per l’irlandese, l’ipotesi di un nuovo intervento alla caviglia. Le energie vanno quindi gestite, pure se Gian Piero Gasperini ha fastidio anche solo a pronunciare la parola gestione. Ma tant’è. E lo stesso Donyell Malen dovrà fare i conti con i minutaggi. Ma proprio perché un altro come lui non c’è, in organico, non si può correre il rischio di infortuni da sovraccarico muscolare.
Cosa succede allora? Di sicuro Gasperini proverà a far risparmiare minuti qua e là all’olandese, nella speranza che alcuni incontri in corso d’opera lo consentano. E poi, per forza di cose, dovrà affidarsi agli unici altri due giocatori in grado di giocare da centravanti: Paulo Dybala e Robinio Vaz. Dybala ieri ha svolto un allenamento personalizzato previsto, conseguenza del giorno di permesso di martedì in seguito alla nascita della figlia. Nessun rallentamento, tanto che oggi è atteso al rientro in gruppo. Con l’argentino è sempre bene usare prudenza, ma a Genova Gasp potrà finalmente contare su di lui, dopo un’assenza di 40 giorni.
Tuttavia, nell’arco delle cinque partite si vedrà anche altro. E magari si vedrà anche di più Vaz, fin qui non considerato all’altezza dal tecnico. Con Gasperini i tempi di inserimento non sono sempre rapidi: è stato così con Ghilardi, Ziolkowski e Pisilli, quest’ultimo era pure destinato al prestito (su indicazione del tecnico) e ha dovuto aspettare gennaio per trovare spazio. Ma poi le risposte arri- vano. Vaz è certamente apparso indietro rispetto ai compagni, ma del resto sarebbe stato strano il contrario.



