LA REPUBBLICA (Giuseppe Scarpa) – Quello che per mesi è stato raccontato come un possibile caso di abbandono di minore si chiude con un’archiviazione. Il gip accoglie la richiesta della procura di Roma e mette la parola fine all’inchiesta che vedeva indagati Francesco Totti e Noemi Bocchi dopo la denuncia presentata da Ilary Blasi. Al centro, la sera del 26 maggio 2023: la figlia di Totti, sei anni, e i due figli di Bocchi, nove e undici, lasciati a casa per alcune ore mentre i rispettivi genitori erano fuori a cena.

Una vicenda che per il magistrato Angelo Giannetti “appare rivestita di rilevanza unicamente civilistica, senza costituire l’invocato reato di abbandono di minori”. Il provvedimento del giudice è netto. “Deve accogliersi senza condizioni la richiesta di archiviazione a avanzata dal pm, non emergendo dagli atti elementi idonei per giungere ad una ragionevole previsione di condanna”. Affinché si configuri il reato di abbandono di minore serve infatti che il bambino sia esposto a un rischio, anche solo potenziale. Ma, scrive il gip, “la sera dei fatti i bambini versavano al di fuori di qualsiasi pericolo per la propria incolumità”.

I tre bambini “dopo aver cenato e di seguito raggiunto i rispettivi letti, sono stati lasciati dai genitori per tre ore in una casa – prosegue Giannettiagibile ed in buone condizioni, con le utenze attive ed una persona adulta, dimorante nel medesimo stabile, che era stata ingaggiata per stare in loro compagnia o che, quantomeno, era stata precedentemente allertata ad intervenire in caso di bisogno”. Erano “in salute e provvisti di cibo e di denaro”. Quando intervenne la polizia dormivano. Nessuno si legge ancora nel decreto ha indicato una fonte concreta di pericolo.

Non i minori, non chi chiese l’intervento del 112, né la stessa Ilary Blasi. Il resto, dunque, eventuali questioni tra le parti, resta materia da giudice civile. “Una decisione che non capisco e non condivido”. Così Fabio Lattanzi, legale di Blasi. Per l’avvocato è “errata la ricostruzione del fatto. Valuterò con la mia cliente quali azioni intraprendere. Mi chiedo se l’indagato non fosse stato Totti cosa sarebbe accaduto”. Soddisfatti, invece, per la decisione del gip i legali di Totti, il penalista Gianluca Tognozzi e il civilista Antonio Conte.