La strana sfida del Cupolone. Derby da asporto senza tifosi

La Repubblica (F.Bocca) – Sarà un derby da asporto, freddo e senza tifosi, importante ma lontano, virtuale, vuoto, senza colori e senza suoni. Di venerdì, che è la prima anomalia: né giorno di campionato, né giorno di Coppa. Una grande partita dimezzata, il rito pagano in versione minimale, pandemica e d’emergenza. Il derby del calcio nudo, senza bandierone, fumogeni, Borghetti, inni e frittata di pasta (veramente già estinta da qualche decennio). Il non derby sta lì decisivo e perentorio per entrambe. Anche se più per la Lazio che per la Roma: una brutta sconfitta segnerebbe profondamente la squadra di Lotito e Inzaghi, già così incerti se proseguire o meno il loro quinquennale sodalizio.

Viceversa una vittoria rinnoverebbe un rapporto forse logoro e darebbe la spinta necessaria per rilanciare una stagione da cui tutti si attendevano di più. Manca la vigilia e manca il colore. A cominciare dai presidenti. Per quanto distanti e differenti, sono i primi ad aver staccato la spina, ad aver raffreddato il derby.

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