Il Tornatora

La Roma piace. Tiene testa alla Juve e cede, ma solo ai rigori

di Redazione

Corriere dello Sport (A.Barillà) – L’antipasto a stelle e strisce della sfida tra Juve e Roma, destinata a infiammare il campionato, termina ai calci di rigore. L’emozione tradisce il baby Tumminello, il primo a calciare, che si fa ipnotizzare da Pinsoglio e indirizza i penalty a favore dei bianconeri che dagli undici metri sono infallibili. Alisson è costretto a inchinarsi.

ASSE – Di Francesco, per la prima volta, disegna il centrocampo titolare, allineando Nainggolan, De Rossi e Strootman, conferma Juan Jesus in difesa e ripropone il tridente offensivo opposto al Tottenham, con Dzeko tra Defrel e Perotti. La Juve ribatte con l’attacco dell’anno scorso – Cuadrado, Dybala e Mandzukic trequartisti un passo dietro Higuain – lasciando Douglas Costa e Bernardeschi inizialmente in panchina. Davanti a Buffon, l’asse centrale è Benatia-Rugani, mentre Marchisio diventa gemello di Pjanic e, tra i nuovi, gioca soltanto De Sciglio.

ERRORE – I ritmi non sono alti, complice la condizione approssimativa, ma lampi di qualità individuale e guizzi improvvisi accendono la gara: la Roma, attendista, inquieta Buffon con due conclusioni appena fuori di Dzeko e Nainggolan, la Juve, più intraprendente e sciolta nello sviluppo, sfiora il bersaglio con Mandzukic e Pjanic, poi Alisson cattura un pallone calciato senza troppa convinzione da Higuain. Attorno alla mezz’ora, il vantaggio bianconero: Alex Sandro, scatenato, imbecca Mandzukic che taglia alla perfezione, aggira il portiere brasiliano e l’infilza in diagonale: decisivo l’errore di Juan Jesus che non fa scattare la trappola del fuorigioco.

SCUDO – La Roma non produce una reazione accettabile e la Juve gestisce senza affanni, Perotti reclama un rigore dopo un contatto in area bianconera con Benatia, ma l’arbitro lo ammonisce per simulazione. Nell’intervallo, Allegri rimpasta la difesa – torna in campo il solo Alex Sandro – sfila Marchisio per Khedira e lancia Douglas Costa. Due soli cambi per Di Francesco: Gonalons per De Rossi e Moreno per Juan Jesus. Subito emozioni: gol di Dybala annullato per fuorigioco (giusto) e traversa clamorosa di Strootman dopo un errore di Pjanic. Adesso i giallorossi appaiono più decisi, però è la Juve a sfiorare il raddoppio: Alisson respinge il tiro di Douglas Costa, vivacissimo, e fa scudo sulla respinta di Higuain.

TOURBILLON – Scintille tra Dzeko e Chiellini dopo uno scontro che costa il giallo all’attaccante bosniaco – in fondo Roma-Juve non può mai davvero essere un’amichevole, tourbillon di sostituzioni nel cuore del secondo tempo, curiosità per l’ex Fiorentina Federico Bernardeschi che debutta in bianconero. Allegri passa al 4-3- 3 e punta sul controllo del pallone, ma la squadra giallorossa, rivitalizzata dalla freschezza e dall’effervescenza di Ünder fa breccia con Dzeko che, imbeccato da Kolarov, brucia Barzagli. Nel finale, brividi giallorossi per una punizione di Bernardeschi che finisce fuori.