Il Tornatora

La giostra delle opere saltate: “Così l’ingorgo è assicurato”

di Redazione

Prima era la metro B, portata fino a Tor di Valle con tanto di snodo alla stazione Eur Magliana. Via la metro, si è passati alla Roma-Lido, con un impegno notevolmente ridotto da parte dei proponenti: circa 40 milioni, non sufficienti a rimettere in sesto un’intera rete ferroviaria. Lì, infatti, interverrà la Regione Lazio, con 180 milioni di investimenti, cercando di perseguire l’obiettivo del 50% dei tifosi che si muove con i mezzi pubblici. Sparito anche il Ponte di Traiano, l’unica opera in cui i proponenti si impegneranno seriamente è l’unificazione della Via del Mare con l’Ostiense. Le critiche a queste nuove misure, riporta Il Messaggero, sono arrivate prima dal Politecnico di Torino, che nella relazione evidenziava le criticità di questo sistema. Inoltre, sono tornati a parlarne anche Paolo Berdini, ex assessore, e l’ex grillina Cristina Grancio, che hanno definito l’approvazione del piano “una follia“.